Quando si dice Amore…

Parlare d’Amore oggi pare una cosa scontata, o peggio voler far circolare la solita aria fritta. Io ho un concetto piuttosto particolare dell’Amore, diciamo immacolato, sia pure inviolato. Potrebbe sembrare abbastanza cinico visto che ne ho fatto una professione, con l’Amore, ma d’altronde una delle cose fondamentali per raggiungere pienezza di vita è proprio questa, guadagnarti “da vivere” mediante una tua passione, facendo quello che ti piace, che gratifica, che ti soddisfa, qualcosa con cui puoi dare e darti completamente. E non tutti purtroppo, dato anche il periodo storico fortemente drammatico che stiamo vivendo, ne hanno la possibilità.

Premesso che Amore non significa una scatola di cioccolatini a San Valentino od una rosa per un’occasione speciale, anche se un dolcetto ed un fiore fanno sempre piacere (gestuale s’intende, i fiori devono morire esattamente dove sono nati), l’Amore rappresenta per me forse più un ideale, una meta irraggiungibile, perché essendo “Tutto”, e il Tutto che deve essere, implicherebbe l’oscuramento di ogni cosa che esiste al di fuori di esso.

Badando però, che non esiste nulla che non sia Amore, che non sia nato dall’Amore, l’Amore ha quante più facce possibili possano esistere su questa Terra, ed oltre… dalla microscopica molecola che forma una goccia del mare, che Ama il mare, ad un singolo frammento di polvere di stella, che vive del suo Cielo… un lampo od un raggio di sole, un fiore che si bagna di rugiada o la pioggia che porta con sé l’arcobaleno, qualsiasi cosa è generata dall’Amore.

Dunque, tornando al mio concetto “personale”, Amore per me significa prima di tutto fusione, simbiosi, totale dedizione… immolare se stessi e la propria vita ad un altro essere, o forse soltanto il nostro, l’altra nostra parte, la cosiddetta anima gemella… ma perché “gemella”? Non è forse parte della tua Anima, non è forse la tua… Anima? Non è l’altro te? Colui che ti completa, come uno dei più romantici poeti direbbe, due corpi ed una sola anima… il centro del tuo mondo, quello a cui daresti tutto e per cui faresti tutto, il motore di ogni tuo momento, la prima cosa a cui pensi al mattino, appena schiudi le palpebre… l’ultimo pensiero che sfuma dalla tua mente prima che il soffio dell’onirico prenda il sopravvento… oppure durante ogni minuto, ogni secondo della tua giornata, sempre presente, sempre fisso come un faro accecante che da lontano, o vicino… illumina i tuoi passi, guida i tuoi passi… Tutto in funzione di questo “altro” essere, tutto per lui… tu, fai.

Poi questo concetto, del “dare” senza voler nulla, così si dice sia l’Amore… Amare, e dunque dare, senza aspettarsi nulla in cambio, fine a se stesso, uhm… io francamente non lo condivido tanto, nulla è fine a se stesso, nulla si basta da solo e da cosa nasce cosa, da vita nasce vita… ed Amare include qualsiasi aspetto, positivo e negativo, dell’Amore stesso e della natura umana, della sua stessa dualità… e dove la mettiamo la passione? Il desiderio, la bramosia del possesso, la sublime eccitazione del possesso, l’estasi del possedere… non come oggetto, non come proprietà ma come appartenenza, legame, e perciò te lo dico “sei mio”, e non ho riserve od alcuna paura di dirlo, perché amandoti io ti appartengo, e tu amandomi appartieni a me, esattamente come ti appartiene un pezzo della tua Anima… non è forse questo, Amarsi?

Non c’è sensazione più colmante, ed inebriante… di dire “sono tua”, o dire alla persona che ami “sei mia”, quale migliore simbiosi di questa? Quale miglior dichiarazione, o simbolo, dell’Amore perfetto? È il mio mantra… perché come per magia, ed è una magia sul serio, quando dico che sei mio, con certezza e con convinzione, con tutto il mio essere, svanisce qualunque sorta di paura, la paura di perdere “l’oggetto” desiderato, amato, venerato… e quando ricevi conferma, beh, la vera estasi d’Amore…

ti amoAllora che cos’è l’Amore? Quello tanto professato da Madre Teresa di Calcutta, da Gandhi, o pure da Padre Pio… tutti santi, tutti abnegati… e mi chiedo, “ma loro lo hanno mai provato l’Amore? E l’odio…”, perché se non provi odio puoi star sicuro che neanche l’Amore è autentico. Anche Dio, come risulterebbe dalla concezione cristiana, DICE che noi siamo sue creature, “sue”… e il suo Amore, incondizionato (si dice…), prevede però che tu non commetta peccato e che tu segua i suoi comandamenti (od ordini… visto che ti punisce), altrimenti ti spedisce in purgatorio, se ti va bene, o all’inferno… dunque, non siamo posseduti anche da lui? Non esiste un “compromesso” anche con lui? Dio non si aspetta di ricevere?

Ti dà Amore, vita, ma aspetta di essere ricambiato, in un verso o nell’altro, potrei anche sostenere che ne abbia bisogno, e non vedo perché noi dovremmo essere diversi, se siamo una parte di lui… l’Amore non è a senso unico, l’amore vuoi o non vuoi deve tornare indietro, in qualsiasi sia la sua manifestazione, è un ciclo che deve continuare, come il ciclo della vita, una continua rotazione del dare e ricevere, senza interruzioni, altrimenti muore. Lì si ferma e lì muore.

Allora, chi ti dirà “Sei libero di starmi lontano tutte le volte che vuoi”, ad esempio, probabilmente non ti ama o non sa cosa sia veramente l’Amore, non sa sentirsi amato e non è sicuro del tuo Amore, perché saprebbe bene che tu, amandolo, non potresti star lontano da lui nemmeno per un momento… L’Amore brucia, l’Amore vuole, l’Amore vive… non è una posa statica nel fondo di una tazza di caffè, ma piuttosto bolle e ribolle come il magma di un vulcano, ha un perpetuo agitarsi nelle spire della passione, nei vortici di desideri e pulsioni, si comprime ed esplode, quando viene soffocato.

Ti dà, ti dà troppo, ti dà Tutto, e il Tutto vuole. Ne ha bisogno. Ha fame. Ne ha bisogno per vivere, per bruciare, per alimentarsi, per non spegnersi… cosa farebbe una macchina senza benzina? Per dire… concetto clamorosamente elementare, ma se non nutri il tuo corpo, se non lo alimenti… non diventa forse un cadavere? Noi siamo un involucro di sentimenti, e come il nostro involucro vuole essere sostentato, cibato, per potersi mantenere in vita, anche i nostri sentimenti hanno bisogno di CIBO, altrimenti la tua mano si atrofizza, così come il tuo cuore…

Amore libero? Sì l’Amore è libero, sopra ogni cosa, ma un qualcosa può essere libero soltanto se è vivo, se vive, la condizione di libertà è un fatto dinamico, un agire, e non un passivo moto riflesso. È vita. Io sono libero se sono vivo, e sono vivo se Amo. E se Amo do tutto me stesso. Semplice no?


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Quindi il ricevere è decisamente in automatico, che tu te lo aspetti oppure no, ma perché non aspettarselo? Sentire i fremiti dell’attesa, la gioia dell’arrivo, il mistico della partenza… la completezza. Perché far finta che non ne abbiamo bisogno, fingere, mascherarci, quando è la cosa che più desideriamo al mondo? Un sorriso, una carezza, l’attenzione della persona amata… quale ipocrisia impera nel momento che si dice “Ti amo e mi basta, basta il mio Amore”. E invece no, io ho bisogno del tuo Amore. Quale più magnifica dichiarazione di questa? Così liberatoria, sgravante, innalzante… e spalancante le miracolose sensazioni dell’essere, del sentirsi prepotentemente vivi quando urli: “Ti voglio!”

Ricordo una canzoncina, che or ora mi sovviene, così d’emblée… che così faceva: “Dammi il tuo amore, non chiedermi niente… dimmi che, hai bisogno di me. Tu sei sempre mia, anche quando vado via… tu sei l’unica donna per me.” È proprio vero, che è nelle cose più semplici, che si ritrovano le cose più grandi…

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© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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