Incontro… di due Anime

Lei che timidamente avanza, nell’immensa stanza fatta di sole. Si guarda intorno, in posa discreta, rimanendo di spalle alla porta d’ingresso.

Lui è lì, dietro di lei, con una mano ancora adagiata sulla maniglia, la osserva, contempla le sue timide ma sensuali movenze, cerca di carpire, da quel sinuoso suono di immagini, a cosa lei stia pensando, cosa stia cercando, da lui.

Nel sentirsi un invisibile fardello alle spalle, quello sguardo intensamente involgerla, disarmante a tal punto… da sembrare che riesca a penetrarle dentro, capace d’introdursi nel suo IO più occultato e profondo… lentamente, lei muove il viso per voltarlo, solo questo, immobile permane, forse… la sua manifestazione di chiusura, una chiusura a metà.

Così l’incontro di occhi, eppur fuggevole, bastano pochi secondi che il suo guardarlo si tramuti in un sorriso, schivo ma fulgido, lui che tuttora fisso, pensieroso, le offre di rimando, un suo rincuorante sorriso.

Chiude la porta, ed il lieve battere contro l’infisso la induce a sussultare, o probabilmente non è quel rumore, significativo… è ciò che le si sta prospettando, non sa cosa stia per accadere, lei che non sa cosa vuole, cosa cerca… che cosa dovrà fare.

Lui, però, lo sa.

Si avvicina, lento, spodestante, lei si chiude immantinente nelle spalle, investita da divellenti fremiti e… insicurezza. Con un impulsivo scatto riposiziona il proprio sguardo dinanzi a sé, dritta, rigida… stringe le mani a pugno, torturandosi le dita l’una con l’altra, torturandosi altresì le labbra, con piccoli ma brutali morsi, talmente aggressivi da gonfiarle in un immediato attimo, quella bocca bramosa di baci comunque ritrosa, sfuggente… esattamente come i suoi occhi.

Ed ecco, che lui le si ferma ad un passo, di profilo, ed il suo calore nell’aria si espande, lei che percepisce in un palpito, un’ondata di magnetismo incontrastabile, potente, la confonde, si smarrisce… ed ora?

Ma non può farne a meno. Sempre piano, orienta il volto verso di lui, verso i suoi occhi, ed è subito catturata da quel colore inconfondibile, seppur sconosciuto… un muto fulgore che la disorienta, ancora di più…

Poi scorge un palmo sollevarsi, che leggero si arresta all’altezza della sua mano sinistra, e si avvede avvolger da esso, assapora una calda amorevolezza che la incita a proseguire il suo cammino, addentrarsi in quella simbolica stanza, entrare nel pieno sole, varcare per intero la soglia di luce… e di speranza.

L’accompagna in direzione dell’imponente divano, silenziosamente, e con un amabile gesto del capo, la invita a sedersi. Lei indugia, ma perché? È lì, lì con lui, finalmente… e allora, per quale ragione si ritrova ad esitare, a temere? E lui, or ora, ha carpito.


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Pertanto, senz’ancora proferir nulla, delicatamente le lascia la mano, e risale quel palmo per adagiarglielo sulla testa, gliela accarezza, dolcissimo, come se fosse una bambina, timorosa e fragile, bisognosa di sollievo, di sicurezza, la certezza che qualsiasi cosa dovesse accadere, lui non resterà mai deluso, che non è alla ricerca di cose… eclatanti, che la propria passione per lei, prescinde da quel che potrà concedergli, che essa non sfumerà, a causa delle sue perenni, radicate inibizioni. Che la propria passione, è per la sua anima.

farfalleÈ come un incantesimo, quella mano… magica, in un soffio spazza via tutte le sue imperiture paure, svanisce la perturbante inquietudine… la sua nuda essenza si scioglie, il suo corpo prodigiosamente si distende, niente più pugni serrati, niente più morsi… niente più indugi.

Alfine si siede, in un angolo di quel maestoso divano, grande, blu come il cielo stellato dalla notte, ed è come se venga assorbita da esso, dal suo fragrante tessuto rilucente, sprofonda, si fa piccola… così tenera da strappargli un deliziato sorriso, intenerito lui stesso, tanto da scatenargli un imperioso desiderio di abbracciarla, forte… di sentirla, di farle sentire la sua sincera comprensione, il puro sentimento che lo pervade.

Tuttavia resta lontano, poco, ma lontano.

Anche lui si siede, di fronte, all’antistante estremità del sofà, nessuna parola… di circostanza… e lei lo adora, anche per questo, il suo supremo modo di comprenderla, di starle accanto con i silenzi, lasciarle libero lo spazio, sia intimo che tangibile, il tempo per aprirsi, abituarsi… il suo saper aspettare, naturale… quella mirabile delicatezza d’animo che l’ha condotta, ad innamorarsi perdutamente di lui.

Qualche minuto, e il silenzio si trasforma in una tacita veicolazione di carezzevoli parole, non pronunciate, inebrianti sensazioni esternate da lunghi sguardi non più riservati, liberi, aperti… come il cuore di lei che pulsa, impaziente, lei che adesso, nutre impellente il bisogno di esser sfiorata dall’amore, di essere stretta, riscaldata… di un suo sancente bacio.

Lui, intuisce di nuovo.

Ma sa, inoltre, che lei non glielo chiederà mai… non con le parole, non con audaci gesti, soltanto con le sue iridi trepide e luminose, riverberanti una luce sconfinata, quella luce che le sfolgora dentro, sublime nel cuore, amplificata dalle meravigliose farfalle che lui sa donarle, quelle aggraziate, soavi farfalle nello stomaco…

Un movimento improvviso, ed un altro sussulto al cuore… lo osserva approssimarsi a sé, lui con quell’aria di un tale incantevole, così calma e rassicurante, così… seducente.

Rimane immota, magnetizzata, come in un sogno… vede a rilento, nebulosamente, quelle labbra morbide, ineffabilmente sensuose, congiungersi alle sue, avverte un frastornante brivido, poi due… si ripetono, a iosa, le gira la testa… travolta, sconvolta… la tempesta che con quel bacio divampa, integralmente… vertigini sbaraglianti che la subissano, stordita, mentre lui, adagio, le contorna il volto con le mani, calde… gliele immerge tra i capelli, le sequestra la nuca… possessivo ma dolce, suadente… inimitabile.

Istintivamente lei erge le braccia, e con pudica levità le posa sul suo torace, poi pian piano le sposta, gli cinge la schiena, lo abbraccia, lo stringe, si aggrappa a lui… lo ama, si perde in lui… con lui… un sogno, che diviene realtà.

Per una volta… la realtà, più bella del sogno. In questa favola, reale.

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© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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