romanzo

SENZA PAROLE, Cap. 1

Damian era sprofondato nella sua enorme poltrona in pelle, di spalle ad una gigantesca vetrata situata al ventisettesimo piano di un lussuoso grattacielo newyorkese, ubicato vicino a Times Square, nel cuore di Manhattan, e stava cercando di risolvere l’enigma. Non poteva credere di essere pervenuto ad una tale, inconcepibile condizione, per giunta di doversi districare tra simili, insidiosi grattacapi.

Da quando aveva fondato la sua società, molti anni addietro, aveva sempre travalicato con grande maestria tutti gli imprevisti che, più o meno incisivamente, si erano verificati durante il suo lungo e travagliato percorso come presidente della Karma Communication, ed aveva Leggi tutto

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SENZA PAROLE, Cap. 2

Isabelle si svegliò di soprassalto. “Cielo, che ora è?” E il terrore l’assalì, non poteva certo far tardi il primo giorno!

Il sonno era stato così profondo durante la notte che non si era svegliata neanche una volta, fatto che capitava di rado perché conservava sempre un orecchio ben desto a qualsiasi rumore. Vivendo da sola in quella grande città, densa di possibili pericoli, aveva imparato ad essere previdente e sempre preparata ad ogni spiacevole eventualità.

Tuttavia quella notte era come se avesse rappresentato l’inizio di un nuovo capitolo della sua vessata esistenza. Aveva concretato le sue aspettative e, finalmente, Leggi tutto

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MANCA SEMPRE QUALCOSA, Cap. 1

«È lei?»

«Sì, Sebastian. Non male, vero?»

Sebastian incurvò un sopracciglio, un’espressione a metà strada tra tracotanza e scetticismo, e confezionò in contemporanea una specie di sberleffo. «Sì, non male, anche se non è il mio tipo di donna, francamente.»

«Oh, andiamo!» insorse l’amico, un tantino stizzito, e gli tolse la foto dalle mani all’istante, rimirandola, subito dopo, in un genuino luccichio emerso dagli occhi appagati. «Scusami tanto, Sebastian, ma guardala bene, è una bambola, direi pure da far girare la testa. Sei diventato cieco, per caso?»

«Dacci un taglio, Clark, sai molto bene che prediligo un’avvenenza più esplosiva. Questa Leggi tutto

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D’UN TRATTO LEI, Cap. 1

«Dannata auto, proprio in questo posto sperduto dovevi lasciarmi a piedi!» s’infuriò Angel, pressoché indiavolato, sul punto di prenderla a calci. «Ti sembra il caso, eh! Ti sembra il benedetto caso di tirarmi questi stramaledetti scherzi!»

E stava sul serio per lanciarcisi contro, inferocito, che in un fortunato lampo si sbarrò. «Frena, Wild, ricordati quanto costa questo giocattolino» si ammonì, cercando di serbare la calma, o se non altro di riacquistarla.

Si diede un’ennesima guardata in giro e si svigorì. In mezzo a quella landa desolata pochissime probabilità sussistevano di procurarsi un meccanico, e seppur ci fosse miracolosamente stato, non Leggi tutto

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PAURA DEL BUIO, Cap. 1

«Eccolo, sta arrivando.»

La classe si ammutolì, nel mentre che Alexander Lukas varcava, visibilmente spossato, la soglia di una delle grandi aule della Columbia University, per dare inizio ad una sua nuova lezione.

«Caspita, Steph… guardalo, guarda com’è affascinante in giacca e cravatta» confabulò Lisa, una studentessa del suo corso, intanto che lo rimirava depositare la sua ventiquattr’ore sulla cattedra. «Non lo avevo mai visto vestito in questa mise, è sul serio grandioso, potrei anche dire divino

«Già, di solito si presenta con un abbigliamento casual, è sempre uno schianto, ma con quel completo scuro è seriamente irresistibile. Amplifica Leggi tutto

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UN RAGGIO DI SOLE, Cap. 1

«Russ, aspettami un minuto, devo riscendere. Ho lasciato la ventiquattr’ore nell’auto.»

«Santa pazienza, Warren, sei sempre il solito smemorato, non hai seriamente speranze per questo.» Russell scosse la testa e alzò esasperato i palmi delle mani, nel mentre che si apprestava ad uscire dall’ascensore, meditando su quanto alle volte l’uomo riuscisse a spazientirlo. «Andrai dopo, ora voglio entrare in stanza per sistemare il bagaglio, e comunque dobbiamo prima accordarci per stasera, perché intendo riposarmi quando te ne andrai. Chiama l’autista per fartela recapitare alla reception, suppongo che il suo numero telefonico sia sul biglietto da visita che ti ha lasciato.»Leggi tutto

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Il SOGNO È SEMPRE, Cap. 1

«Sa cantare?»

«No, cioè, non ho mai provato, non su un palco.»

«Recitare?»

«Idem» semplificò Majka, leggermente intimidita da quel timbro inquisitore, nonché dall’aria piuttosto spigolosa che l’uomo, incomprensibilmente, senza dovute remore le manifestava.

«E allora mi scusi l’impertinenza, miss Winter, ma in che veste si sarebbe presentata alla nostra audizione? Questo è un musical, si canta, si balla e si recita, per essere chiari, e inoltre non comprendo la scelta del suo abbigliamento. Non era più adatto abbigliarsi in tenuta sportiva, un po’ più confacente all’occasione?» postulò costui squadrando i suoi jeans aderenti e la camicia nera altrettanto aderente, Leggi tutto

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