LA RINASCITA DEL BOSCO INCANTATO di Letizia Sbaiz

C’era un tempo in cui gli Umani nemmeno sospettavano dell’esistenza di un mondo incantato, un mondo pregno di fascino, un mondo puro, intatto, dove il Bene prevale sempre sul Male. Un mondo caratterizzato da un turbinio di colori, fasci di luce, non ci sono ombre e i raggi del sole illuminano ogni più piccola cosa. Ma, quando ad un certo momento arrivò la mano dell’Uomo, tutto fu messo in serio pericolo, giacché egli cercò di devastare le Terre Incantate, senza alcun rispetto per nessun altro essere vivente, né del mondo animale, né di quello vegetale.

Nel Bosco Incantato impera la serenità, l’amore tra gli abitanti, l’armonia tra gli Elementi. Fuoco, Acqua, Terra ed Aria formano un sistema unico in grado di proteggere, in maniera indissolubile, il mondo incantato in qualunque suo aspetto. Le creature magiche assolvono i loro compiti con infaticabile collaborazione, dedizione ed amore per il prossimo.

Nel Bosco Incantato sembra che il tempo non trascorra mai, ciascuna creatura si gode la propria vita incurante di qualsiasi pericolo: essendo il suo un popolo pacifico, non immagina neanche la crudeltà di cui sia capace l’Uomo.

«Questa sì che è vita! Me ne sto qui a crogiolarmi sotto il sole… d’altronde è quello che mi riesce meglio, il mio bel manto verde sta iniziando persino a brillare!» esclama una lucertola a voce sgargiante.

«Io invece non ho alcuna intenzione di muovermi da questa perfetta pietra focaia, solo il sentire le piccole scintille del fuoco mi manda in estasi!» si accoda una salamandra.

«Io non vorrei essere altro che un pesce… adoro nuotare in libertà in questo fiume dall’acqua limpida e ricca di alghe. Oh, io adoro le alghe!» canticchia un simpatico pesce palla.

Eppure, questo divertente siparietto sta per essere interrotto dall’arrivo di un’ape, il cui volo è a dir poco preoccupante, chiaro segnale che qualcosa di sinistro aleggia nell’aria: nel Bosco Incantato le api hanno il ruolo di messaggeri, per cui tutte le creature le ascoltano con un’attenzione particolare. Non a caso i membri del Gran Consiglio hanno eletto le api come messaggeri del Bosco Incantato, da sempre considerate esseri molto operosi, ligi al dovere ed obbedienti al Re.

Sbattendo frenetica le sue alette la piccola ape esordisce: «Ciao, amici, ho un messaggio da darvi! Il Gran Consiglio ha convocato i rappresentanti degli Elementi naturali per comunicarci una notizia allarmante, ma purtroppo non posso dirvi altro, so soltanto che si tratta di una faccenda della massima urgenza. Ci ritroveremo tutti presso il Castello del Re Teodoro stasera, prima del crepuscolo.»

E così i nostri amici, intimoriti da quanto appena sentito, si preparano e intraprendono il cammino verso il castello. Dopo aver passato la Collina Sempreverde, oltrepassato il Tunnel dei Desideri, nel quale gli Esseri Fatati si recano per far avverare qualche loro sogno speciale, e dopo aver navigato sul Fiume delle Zattere raggiungono il Castello di Re Teodoro, dove li aspettano tutti ma proprio tutti gli abitanti del Bosco Incantato: ci sono persino gli animali dalle grandi stature, ossia leoni, orsi, giraffe, tutti in perfetta armonia tra loro. Un posto incantevole, accogliente, maestoso, e come se non bastasse è l’unico a poter ospitare ciascun abitante del Bosco Incantato.

Il castello si erge su muri alti poco più di un metro, i quali delimitano le stanze, tuttavia queste non sono separate da alcuna porta: l’intero castello è un immenso spazio aperto, attraversato persino da corsi d’acqua per ospitare gli abitanti del mondo acquatico.


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Il castello è circondato da rose della più splendida specie, le rose arcobaleno, le quali riflettono la luce del sole e cambiano colore a seconda del fascio di luce che le colpisce, e lo spettacolo che ne scaturisce è veramente unico.

Al centro del castello si trova una grandissima tavola quadrata, alta poco più di mezzo metro e forgiata col legno di un abete molto prezioso, indistruttibile, ed è attorniata da numerose poltroncine e dal trono di Re Teodoro.

Il Re è uno Gnomo, proprio come i membri del Gran Consiglio, è alto poco più di un metro, come gli altri quattro Gnomi, e la sua barba è bianchissima e della stessa lunghezza dei suoi capelli. Indossa una tunica dorata con degli smeraldi al posto dei bottoni e scarpe verdi appuntite, mentre in testa porta il tipico cappello rosso a punta degli Gnomi, con una corona dorata da cui sporge un grosso rubino. Il suo compito più importante è di controllare che tutti i talenti siano in equilibrio tra loro, così da permettere un perfetto funzionamento dei quattro Elementi naturali.

Gli altri membri del Consiglio sono quattro perché ognuno di loro è ambasciatore di un Elemento, e possiede un talento che gli altri non hanno.

Lo Gnomo Acquitrino è ambasciatore dell’Elemento Acqua. Come gli altri tre indossa una tunica argentata con degli zaffiri come bottoni, e in testa porta il tradizionale cappello rosso con in cima un medaglione a forma di goccia. Il suo talento è di trasformare qualsiasi cosa in acqua, ed ha compiuto diversi viaggi alla ricerca di territori aridi da bonificare.

Lo Gnomo Terriccio è ambasciatore dell’Elemento Terra. Oltre all’abbigliamento uguale agli altri, ha in cima al suo cappello un medaglione a forma di albero. Il suo talento è di rendere fertili terre prima inadatte alla coltivazione, e le sue gesta sono famose in tutto il Bosco Incantato.

Lo Gnomo Fuocaio è ambasciatore dell’Elemento Fuoco. Sulla punta del suo cappello porta un medaglione a forma di fiamma. Il suo talento è di accendere il fuoco con qualunque oggetto, e grazie a lui gli inverni nel Bosco sono notevolmente meno freddi.

Infine, c’è lo Gnomo Ventolo che è l’ambasciatore dell’Elemento Aria. Sul suo cappello è presente un medaglione a forma di bandiera. Il suo talento è di agitare gli alberi più alti per far scendere i frutti dai rami, e di far volare via le nuvole colme di pioggia, quando quest’ultima si fa un tantino esagerata.

«Benvenuti, cari abitanti del Bosco! Io sono Re Teodoro, so che la maggior parte di voi non mi ha mai conosciuto, anche se io avrei voluto conoscervi in occasioni più felici di questa… il mio cuore è affranto nel darvi questa notizia!»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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