RUMORI DALLA NOTTE di Massimo Carta

Non avevo mai creduto ai fantasmi, non che io non creda nella vita dopo la morte, tutt’altro, sono convinto che ci sia qualcosa, di là, che non tutto finisca così, con un mucchietto di polvere spazzato via dalla memoria…

Esiste un Dio, sicuramente, che sia il Buddha o il Dio dei Cristiani, del Corano o quello degli Ebrei. A dir la verità, potrebbero essercene più di uno, non è detto, è probabile che i Greci ed i Romani non errassero, che esistessero più divinità, ma poco importa in effetti. Ognuno ha una propria religione ed ha un suo Dio. Il mio?

Io credo nella reincarnazione, nella cosiddetta Luce, di cui facciamo parte e alla quale un giorno tutti torneremo, dopo varie vite vissute per raggiungere la perfezione. Ma, posto ciò, non ho la certezza che sia in questo modo, è fede, soltanto la fede può farci credere in un qualcosa che non vediamo, come un Dio, ma che possiamo sentire, se arrestiamo la nostra mente ed il nostro dialogo interiore, la nostra più elementare umanità.

A rigor di logica, quello in cui credo dovrebbe prevedere un mondo parallelo, una dimensione sottile ed invisibile in cui le anime appena passate “a miglior vita” si pongono in attesa, in una specie di espiazione. I Cristiani lo chiamano purgatorio, anzi, prevedono anche un inferno od un viaggio diretto in paradiso, se sei stato sempre buono nella tua vita sulla Terra.

Premettendo che non si può essere totalmente buoni o totalmente cattivi, essendo l’essere umano dotato di bene e male, in dualità e in antitesi, resta possibile il loro purgatorio, ma ciò indicherebbe la discesa all’inferno o la salita in paradiso, se nel mondo di mezzo si è proceduti correttamente o meno con la propria espiazione.

Secondo invece la filosofia che seguo, una volta terminata questa sorta di espiazione, ci si reincarna in una prossima vita, e non subito. Possono passare decine di anni, secoli, affinché essa avvenga, dipende dal grado di evoluzione che abbiamo raggiunto nelle nostre precedenti vite, per intenderci quanti sono gli errori commessi e quanti sono quelli a cui dobbiamo rimediare. Viene da sé, che più siamo evoluti e meno sbagliamo, quindi minore è il tempo occorrente per espiare e per poter passare ad una vita successiva.

Tutto ciò consiste in una premessa: quello di cui parlo, è il luogo in cui vivono i fantasmi. Un mondo invisibile, costituito di vibrazioni che i più riescono a sentire, come i sensitivi ed i veri “Maghi”, non di certo i ciarlatani o le fattucchiere che si divertono a sfogliare tarocchi.

Ciò in cui non avevo mai creduto, era la visibilità, la materializzazione, il rumore. Ossia, se posso sentire una presenza, forte, dietro di me, avendo certi sensi molto più sviluppati, è poco probabile che riesca a vedere, od udire l’urlo di un fantasma. Questo però non dipende dai nostri sensi, bensì dalla limitatezza della condizione fantasma, ed anche della nostra. E deve essere così, altrimenti non avrebbe senso.

Il fantasma non può interagire, non può toccare, è completamente solo. Solo ad espiare, solo a quasi impazzire perché non può parlare con nessuno, deve assistere a tutto quello che avviene sulla Terra senza poter intervenire, senza poterlo modificare. La particolarità, è che le sue sensazioni sono moltiplicate, cioè, se nella sua vita era un tipo rissoso e provava molta rabbia, nella nuova dimensione ne proverà anche cento volte di più, il tutto è tremendamente intensificato. È l’energia che non ha, l’energia di cui è composta la materia, non essendo più materia. E questo gli impedisce il contatto con la materia, la sua materializzazione stessa.

Dunque, in conclusione, chi mi diceva di aver visto o parlato con un fantasma pensavo avesse esagerato col gin o con qualche sostanza psicotropa.


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In sostanza l’unico modo per comunicare con uno di loro è trasferirsi nella loro dimensione, che certuni chiamano “piano astrale”, e questo è possibile solo se sei uno Stregone od un “vero” sensitivo, durante particolari stati di trance o quant’altro del genere. Visto mai un uomo comune che possa riuscirci, a meno che non sia pronto per farsi rinchiudere in un ospedale psichiatrico a fare il bis sul nido del cuculo.

Quindi, pazzo per pazzo, tutto ciò che poteva sembrare la visione di un fantasma l’ho sempre reputata un’allucinazione, mi sono sempre mantenuto con i piedi ben piantati a terra. Fino ad ora.

O, più precisamente, fino al momento in cui non sono diventato testimone e spettatore (terrificato) di uno di questi fenomeni che vengono ben definiti, paranormali.

Non ero sotto droga e non ero ubriaco, anzi, per dover di cronaca chiarisco subito di essere astemio e che non ho mai fatto uso né tanto meno abuso di droghe. Sì, qualche spinello è capitato, in gioventù, come tutti credo abbiano provato durante la loro adolescenza. Le sperimentazioni fanno parte della crescita di un essere umano, anche le più nocive.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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