IL LINCHETTO di Sabrina Lombardi

Nelle terre della Garfagnana, tante sono le leggende che, nel corso del tempo, l’hanno resa più magica di quanto da sola non avrebbe potuto fare la sua splendida Natura. Così, alle classiche storie di fantasmi si accompagnano le vicende dei popoli del bosco tra i quali risalta la figura del Linchetto.

Questa buffa creatura, che i più accomunano ad un Folletto, è arcinota per la sua indole dispettosa e poco amichevole. Intendiamoci, i suoi scherzi non derivano da intenzioni cattive, ma spesso gli sfortunati che subiscono le sue “attenzioni”, si trovano a vivere situazioni paradossali e non certo piacevoli!

La premessa è stata necessaria per comprendere meglio i risvolti tragicomici della storia che ci apprestiamo a narrare…

Vi era in un piccolo paesino un povero ma onesto boscaiolo che viveva la sua grama vita con grande tranquillità. La pace, la serenità e l’amore regnavano nella sua modesta casetta tra lui, la moglie e i suoi due piccoli bambini. Avevano pochi mobili, poche suppellettili, poche stoviglie, pochi vestiti… insomma avete capito, avevano molto poco! Ma questo a loro bastava e le giornate scorrevano liete.

Ora, accadde che un giorno, mentre il nostro taglialegna si accingeva a tornare alla sua magione dopo una dura giornata di lavoro con il carro carico di legna, un Linchetto che aveva perso il suo “albero casa” a causa di un fulmine, lo notò e subito ne approfittò. Lesto saltò sul carro del taglialegna, e ivi si nascose tra la fascine.

Una volta terminato il tragitto, il Linchetto scese a terra e andò a nascondersi dietro un albero. Con un sorriso beffardo pregustò il momento in cui, con il favore delle tenebre, sarebbe entrato nella dimora del boscaiolo e lì si sarebbe divertito… oh, se si sarebbe divertito! 

E così fu! Cominciò a far sparire gli oggetti, ad accendere e spegnere il fuoco del camino a suo piacimento, a tirare su la gonna alla moglie del taglialegna, a saltare sui letti mentre la famigliola dormiva, a tirare le trecce alla bambina e le orecchie al bambino, a rompere le asce dell’uomo e a far mille altri scherzi in continuazione… Il bello è che era talmente veloce che nessuno lo vedeva mai!

I membri della tranquilla famigliola dapprima sbalorditi si fecero atterriti. Fecero offerte ai defunti pensando ad un congiunto arrabbiato, accesero ceri, riempirono la casa di amuleti ed erbe magiche ma la situazione non cambiava, anzi, stuzzicarono il Linchetto ancora di più. Perciò, un giorno si rivolsero alla vecchia saggia del paese, le raccontarono tutta la storia intimoriti ma speranzosi di trovare una soluzione.

Dopo aver ragionato per qualche minuto, la saggia emise il suo verdetto: un Linchetto particolarmente dispettoso aveva preso possesso della loro dimora e, disgraziatamente, l’unica soluzione consisteva nel lasciare la loro casa.

Questa triste notizia gettò la famigliola nella disperazione perché amavano tanto quella casetta, e poi non sapevano proprio dove andare… Ma, consapevoli di non poter più vivere lì, decisero di trasferirsi in un paese vicino, dove la moglie del boscaiolo aveva un’anziana zia con un’abitazione abbastanza spaziosa per abitare tutti insieme e ricominciare da capo.

Due giorni dopo raccolsero i pochi averi sul carretto e si apprestarono a partire con gli occhi pieni di lacrime e maledicendo il Linchetto che, sicuramente, li stava spiando dalla finestra con aria trionfale. Il boscaiolo indossò la sua lacera giacca, che in verità gli parve molto pesante, e in seguito tirò il mulo. Il viaggio fu penoso ma piuttosto breve.


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Giunti a destinazione la zia li accolse con calore e, non appena il taglialegna si tolse la giacca, alcune pepite d’oro caddero a terra. Stupefatti ma felici, i membri della famigliola considerarono che dopotutto il Linchetto non fosse poi così cattivo. Peccato, però, che non sapevano che quei pezzi d’oro avrebbero attirato i suoi simili, che vivevano numerosi nel bosco lì vicino!


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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