UN RAGGIO DI SOLE, Cap. 6

La donna rimase in silenzio, basita, per l’ennesima volta colpita e affondata da quella specie di sagace torpediniera, ma manifestandosi sincera nel rivelare i suoi timori, più oltre gli rispose: «Sì, Russell, avevi ragione oggi pomeriggio nella limousine, quando mi hai già espresso questa tua sensazione nei miei riguardi. Ho paura che l’eccezionale situazione che sto vivendo con te, possa svanire da un momento all’altro e che tu possa diventare all’improvviso una persona terribile, o quantomeno diversa da come ti sto vedendo in questa circostanza.»

Russell intenerì smodatamente la sua espressione e le sfiorò premurosamente una mano con il dorso delle dita. «Io sono come tu mi vedi, non c’è nessuna sorpresa dentro. Basta che mi guardi negli occhi, non è difficile capire come sono le persone, con questo metodo.»

«Lo fai anche tu? Voglio dire, con me…?» bisbigliò lei, subitamente intimidita, reclinando gli occhi tremuli sulla mano di lui che sostava amorevole sulla sua.

«Ehi…» E le strinse quella mano con calore. «Non farlo, Dea, non imbarazzarti, mi piace molto ciò che vedo nei tuoi occhi.»

«Anche a me piace ciò che vedo, quello che vedo in te…» si svincolò lei, pur miniando un’espressione impaurita, totalmente insicura, fragile.

«Sei davvero bella, sai?» Russell la guardò affascinato, rapito da quella parvenza così dolce, smarrita, ma talmente vera e detronizzante, da riuscire a fargli ineluttabilmente trattenere il respiro.

Lei sorrise mesta. «Non riuscirai a burlarti ancora di me.»

«Non l’ho mai fatto.»

«Come no…» ritmò, sardonica, fregiando uno sguardo amaro, nel ripensare al frangente in cui lo aveva sorpreso ad accogliere passivamente gli sgradevoli commenti di Warren e di quella donna.

«Certamente.» Russell decifrò a cosa lei si riferisse. «Non ho replicato alle loro chiose perché era inutile scendere a quei livelli, avrei solamente ricambiato il loro banale gioco e chi ne avrebbe pagato le spese saresti stata esclusivamente tu, anche se devo ammettere di essere rimasto abbastanza infastidito, da Warren non lo avrei mai creduto. Ma sai, quando ci sono donne di mezzo, specie di quella fattura, certi uomini esibiscono la ruota di pavone e, generosamente inebetiti, smettono perfino di ragionare.»


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«Lui stava flirtando con quella donna?» afferrò lei, piuttosto dubbiosa, dato che aveva ben individuato che il bersaglio di quella tizia non fosse affatto quel Darryl, tutt’altro, era Russell, come deducibilmente il medesimo per ognuna delle donne che avevano gremito la mastodontica sala dov’era stato organizzato il party.

E non era stato difficile evincerlo, perché dopo quel fatidico bacio nei pressi della toilette, dal momento in cui lei si era tenuta giudiziosamente fuori dai piedi, le era saltato agli occhi il come lui fosse stato al centro dell’attenzione femminile. O, più che al centro, propriamente assaltato dalla maggior parte delle signore che non avevano logicamente perso tempo, allorché lui si era ritrovato senza accompagnatrice, una tipa anonima che aveva finalmente terminato di monopolizzare la sua attenzione.

«Esattamente, però capirà ben presto che tipo di donna è Jenny, è superficiale ed insignificante, direi astronomicamente dozzinale e frivola, anche se non lo dà a vedere, atteggiandosi di continuo a grande diva» sindacò, marmoreo, pressappoco glaciale, trasmettendo una percettibile acredine attraverso la sua voce indurita.

E Dea, avendo rinvigorito i suoi dubbi, «Sei stato con lei?» si addentrò, di celere istinto, parecchio interessata a succitato elemento, per implicitamente comprendere che genere di donna incontrasse la sua attenzione.

«Ohi! Adesso chi sarebbe che fa il terzo grado?» rise lui, piacevolmente rallegrato.

«È comunque molto bella, non c’è che dire, ed ha pure classe da vendere…» soppesò, filtrandone un labile ma distinguibile rammarico, nel ponderare che senza dubbio lei non avrebbe mai potuto eguagliare una simile presenza.

Russell si soffermò a fissarla, meditando su come Dea non si rendesse proprio conto di essere una perla davvero rara, nella sua genuina bellezza e nella sua sorprendente emotività, e che Jenny non le arrivasse neppure alle scarpe, in quanto a signorilità e sensibilità.

Ma preferì non enunciare nulla in merito, non voleva che Dea si convincesse, in via definitiva, che lui stesse tramando di sedurla, anche se, in verità, la cosa non gli risultava per niente remota. Non più.

E seguitò a guardarla, o meglio, a rimirarla con attenzione, silente e concentrato, dovendo altresì ammettere di trovarsi in nutrito combattimento contro se stesso.

Da un lato avrebbe voluto afferrarla e travolgerla così come lei aveva travolto lui, inconsapevolmente, sentire ancora il mielato sapore delle sue deliziose e seriche labbra, tanto invitanti da procurargli un rigoglioso tumulto interiore, e da un altro, si era imperiosamente ripromesso di comportarsi da gentiluomo e di non mancarle ulteriormente di rispetto. Aveva già ben troppo approfittato della sua ingenuità e della sua completa disponibilità, nell’avergli dato una mano per partecipare alla premiazione, oltretutto senza pretendere nulla in cambio.

E dopo quel gesto istintivo, ricambiato da lei con integra ostilità e ritenuto inoltre copiosamente equivoco, sebbene si fosse sulle prime abbandonata a lui con un’intensità che gli aveva addirittura permesso di spiccare il volo, si era imposto di non darle il tormento e di lasciarla doverosamente stare.

Dopotutto, alla base lui era ancora ufficialmente impegnato con un’altra donna, e malgrado ci fossero tra loro dei forti e decisivi dissidi che innegabilmente non li avrebbero condotti lontano, non aveva comunque ritenuto opportuno insistere con Dea. Innanzitutto non desiderava trascinarla in una situazione instabile ed ovviamente poco chiara, e poi perché non avrebbe più ricevuto occasione di rivederla, una volta rientrato in Australia, nel momento in cui avrebbe ripreso il regolare decorso della sua vita, della sua professione.

Questa era stata inoppugnabilmente la soluzione migliore, perlomeno quella che si era coscienziosamente prescritto qualche ora prima, dopo averla riaccompagnata all’hotel. Ma adesso, man mano che conversava con lei, man mano che si immergeva in quegli occhi così rilucenti e appassionati, ricolmi di vitalità e sconcertante trasparenza, quella sua salda decisione stava cominciando di netto a vacillare, facendo in pari tempo traballare lui stesso.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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