SENZA PAROLE, Cap. 14

Isabelle, al percepire quelle mani sempre più affamate e sensuose su di sé, effuse un piccolo gemito, tempestivamente soffocato dal prepotente desiderio che prosperava in lei. E Damian la sentì tremare quando la svestì dell’indumento e prese a lambirle il collo, di un’impetuosa sensualità ma di una lentezza disarmante, seguitando a godere di quel profumo così inebriante, carezzandole senza sosta la pelle con le labbra, ancor più avide delle sue stesse mani.

Poi la sollevò, e sostenendola tra le braccia, stretta al proprio cuore, s’incamminò in direzione del letto su cui la depose, senza separarsi un secondo dalle sue labbra.

Si adagiò sopra di lei e Isabelle gli sfilò la giacca, bramosa di sentire le sue spalle, il suo corpo vellutato, statuario, ansiosa di vedere la sua pelle, di toccarla, di sentirla.

Damian si arrestò e la fissò a fondo, era bellissimo nel suo sguardo debordante passione, con quel forte desiderio che aveva di lei, quasi da fargli perdere la ragione.

«Vuoi stare con me, Isabelle?» le mormorò, negli occhi, stillando una voce così calda, così flautata e plagiante che lei non capì più nulla, incantata.

Senza rispondere, Isabelle gli sciolse il nodo della cravatta facendole compiere un volo di là dal letto. E lo sentì fremere quando gli sbottonò la camicia, nel tempo in cui s’introduceva al disotto di essa per cingergli la nuca, per approdare ad accarezzargli il morbido, mediano punto sotto le spalle, dove cominciava ad estendersi la sua schiena.

Ma dopo un po’, quasi baloccando, «Sei un uomo sposato, Damian, non dovresti dimenticarlo» lo redarguì, ed ornò un armonioso sorriso sulle sue labbra.

Lui stette al gioco, tuttavia la sua voce si fece seria, di una determinazione che la fece rabbrividire, ma di pura apoteosi, indescrivibile la sensazione che ne ricevé. «Questo è un particolare ovviabile. Sai come stanno le cose, piccola sciocca. Non è lei che voglio, sei tu.»

Lei non poteva credere a tanta delicatezza, a quella dichiarazione così genuina, destabilizzante, e subito, impulsiva ma di una suadente levità, inimitabile, gli sfiorò il collo con le labbra, permettendogli così di vibrare all’inverosimile.

E lo sguardo di lui si accese, capitolando di fronte ad una così ineguagliabile emozione.


Advertisment

loading...

«Non mi fermerò stavolta, Isabelle.»

La fissava con illimitato ardore, quasi cinereo per quel desiderio efferatamente smanioso di essere sollevato, i suoi sensi urlavano di essere acquietati. Ma era immoto, attendeva un segno che lo facesse finalmente deflagrare.

E nell’aver compreso che lui fosse in attesa di un minimo gesto per donarle, in questa occasione, la libertà di manifestare la propria condiscendenza senza costrizioni di alcun genere, lei, come esaustivo responso, gli portò soffici le mani al volto, trasmettendogli con gli occhi rischiarati un segnale di completa resa, come se avesse inteso dichiarargli di volersi sentire integralmente sua.

Damian, a quel rinnovato invito, s’infiammò e la baciò, liberando in un battito d’ali tutta la sua passionalità, sciogliendo infine i suoi impeti imbrigliati, troppo a lungo ostruiti e domati.

«Ti ho desiderata appena ti ho vista, Isabelle, mi hai stregato. Ora sono senza difese.»

E allorché anche la camicia di lui fu sul pavimento e la loro nuda pelle aderì, come se fossero stati due magneti che avevano oltrepassato il più esiguo limite, vinto ogni più piccola barriera, era come se l’aria ribollisse invasa dal loro calore. Damian l’accarezzò fin quasi ad eroderla, la baciò fino a farla meravigliosamente vaneggiare, e quando fu dentro di lei, fu come se il mondo svanisse, come se in quell’attimo infinito fossero soli, soltanto loro due, persi l’uno nell’altra.

Il mattino seguente Damian fu destato da un dolce profumo che avvertiva su di sé. Indirizzò lo sguardo poco sotto di lui e la vide, bellissima, eterea, davvero come un angelo, squisitamente addormentata e tuttora avvolta dalle sue braccia protettive, quasi ermetiche, che non l’avevano lasciata neanche per un secondo, tutta la notte, come se fosse stato impossessato dal timore che potesse scomparire, fuggire via da lui.

Lentamente si scostò, impiegando molta attenzione per non destarla, e scendendo dal letto consultò l’orologio per verificare l’orario. Erano le sei ed era quasi giorno, la luce nascente, pigra ma vivida, stava pian piano penetrando nell’appartamento.

Raccolse i suoi indumenti e si vestì, intanto che il gatto lo guardava con fare interrogativo, nel non riuscire a capire come mai quello sconosciuto avesse dormito nel letto della sua amica, laddove lui, a malincuore, era stato costretto ad accontentarsi del divano.

E Damian, rallegrato dall’espressione assai faconda dell’animale, «Stai attento a lei, mi raccomando» lo delegò, dandogli un buffetto sul muso, e celermente uscì, trovandosi di fronte la limousine che lo stava aspettando dinanzi alla porta.

In un baleno fu a casa sua, era già sotto la doccia che ripensò a Isabelle, a come avesse volato con lei durante quegli irripetibili attimi in cui l’aveva presa e in cui lei si era fatta possedere, quegli indimenticabili momenti in cui lo aveva amato con tutta se stessa.

Un dolce languore gli aveva pervaso anima e corpo, ancora la vedeva lì, sotto di lui, che si offriva come una rosa, magari blu, proprio come quegli occhi poderosamente intensificati dall’amore ardente e dalla passione. Come una splendida rosa che sbocciava al sorgere del sole, bramante di luce, di vita vera.

S’infilò i suoi abiti e pensò a come, ora, tutto il resto non avesse più importanza. Avrebbe desiderato trascorrere con lei ogni istante, mandando all’aria tutto, vivere con lei e scoprire man mano tutte quelle emozioni che Isabelle era in grado di suscitargli, a come quella sensazione fosse ben lontana da ciò che aveva provato con Sandra, imparagonabile.

Uscì e fu di nuovo nella limousine che lo stava riconducendo nel posto in cui aveva scoperto il paradiso, ora cosciente che potesse realmente trovarsi anche sulla terra.

Adesso, finalmente, ne possedeva la soave, rincuorante certezza.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

Tag:, , ,



loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *