MANCA SEMPRE QUALCOSA, Cap. 16

«Allora è proprio finita.»

«Sì, Clark.» Sebastian istoriò uno sguardo nostalgico. «Era come sospettavo, purtroppo è così, Sharise non mi ha perdonato e dubito che lo farà.»

«Ritengo che la tua sia una conclusione errata, Sebastian, anche perché quando mi ha dato quel messaggio da riportarti, non sembrava affatto assoggettata dal rancore, tutt’altro, direi piuttosto che fosse smaniosa di poterti rivedere ancora. Ed era triste, lo si vedeva lontano un miglio, malgrado cercasse di dissimularlo.»

«Mi ha detto addio e credo che questo sia più che sufficiente, o pretendi che la perseguiti come mio fratello?» lo saettò lui, flettendo scetticamente la sua arcata sopraccigliare sinistra.

«No, no, ma che dici…» Ed innalzò i palmi a mezz’aria. «Però sono convinto che dovresti andare più in profondità, magari chiederle la ragione per cui ha reagito con quello strano atteggiamento, quando poi si è lasciata andare al tuo abbraccio. In caso ce l’avesse davvero con te per come ti sei comportato, se non ti avesse perdonato, avrebbe reagito più freddamente, ne sono sicuro.»

«Lo è stata, non l’avevo mai vista talmente gelida, mi ha ghiacciato» si angosciò, e reclinò gli occhi annientato, trafitto nel ripensare a quella reazione che gli aveva freddato il cuore, l’ultima alla quale avrebbe desiderato assistere.

Avrebbe accettato qualunque cosa tranne indifferenza e glaciali espressioni da quell’essere che aveva sempre ritenuto caldo a dismisura, oltremodo comprensivo e stupendamente trasparente. E proprio perché lei era cristallina come le bianche acque degli sconfinati mari del sud, non si era originato in lui alcun dubbio che Sharise stesse fingendo.

Era tutto vero, lei non voleva più stare con lui e forse lo aveva addirittura dimenticato.

«E pensare che quell’idiota di tuo fratello non era nemmeno realmente innamorato di lei» proruppe Clark, in uno stridio contrariato, destandolo dalle sue amare conclusioni. «Era soltanto uno stupido capriccio perché sapeva di non poterla avere, si era fissato su di lei perché tutti la volevano e nessuno riusciva a possederla. Immagino come si sia sentito, quando ha scoperto che tu ci sei riuscito in meno di ventiquattro ore.»

«Già, ma ormai è inutile pensarci, adesso quello che intendo fare è ritrovarlo e poi tornarmene a Washington, ricominciare la mia vita di sempre e guardare avanti, senza rimpianti né rancori.»


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«Quindi è deciso, ti defili, non intendi neanche riprovarci?»

«No, è fuori discussione, devo accettare il suo rifiuto. Mi basta ciò che ho vissuto con lei, speciale ed unico, anche se per pochissimi momenti.»

«So che non sei abituato ad essere rifiutato da una donna, forse è anche l’unica volta che ti succede, ma valuta bene la situazione prima di pervenire ad una scelta definitiva. Potresti pentirtene un giorno e tra qualche anno, quando ti volterai indietro e ripenserai a lei e a quanto hai rinunciato, ti mangerai le mani, amico, perché allora sarà troppo tardi.»

«Lo sto facendo già attualmente, Clark, già ora mi pento per la scelta istintiva che ho compiuto, anche se è stata comunque ben ragionata. Alla base vi erano valide motivazioni, sebbene al presente mi renda conto che è stata un’autentica sciocchezza, ho lanciato al vento una opportunità che di sicuro non mi ricapiterà un’altra volta nella vita, ma soprattutto sono convinto che non incontrerò più una persona come lei. È una donna che mi ha evocato sensazioni uniche, eccezionali, che difficilmente sentirò di nuovo perché era la prima volta che le provavo, anzi, ero sicurissimo che non esistessero, che fossero pura illusione o persuasione di certi animi inguaribilmente romantici.»

«Sei un’altra persona, è stupefacente come quella donna sia riuscita a ribaltare in pochissimo tempo il tuo modo di essere, di guardare alla vita» riscontrò l’amico, sconcertato ma gradevolmente impressionato. «E mi viene pure da sorridere quando ripenso a come la descrivevi, un soggetto insignificante e che sarebbe stata l’ultima persona al mondo che avrebbe potuto colpirti.»

«Esatto, mai dire mai, ma innanzitutto mai dare le cose per scontato. Potrebbero rivoltarsi, ritornare indietro come una specie di boomerang un giorno, e colpire anche a morte, in piena tempia.»

«Questo perché ti ostini a non volerlo rilanciare, ma del resto riesco a capirti. Di norma è più facile occuparsi degli altri che di se stessi, ci sono meno complicazioni ed è la via più facile per evitare di soffrire.»

«Clark, si soffre ugualmente, ed io ne sono l’esempio vivente.» E lo guardò significativo, esalando un ennesimo sospiro scoraggiato.

Ma si distese più confortevolmente sullo schienale della sedia ed accavallò le gambe cercando di rilassarsi, di vivificarsi. «A parte la mia storia con Sharise che vorrei irrevocabilmente chiudere, anzi, gradirei che tu non toccassi più l’argomento, ancora non mi hai aggiornato su Wilcox, se sei riuscito ad avere un contatto con lui» ripiegò, perché adesso parlare di Sharise era come se lo svuotasse, lo scaricasse di energie, ubicandolo di conseguenza in una condizione di rassegnazione e svilimento, inaridito di tutte le sue speranze, di stimoli e desideri di ricominciare rettamente un regolare decorso esistenziale.

Però a conti fatti non l’aveva più, a dispetto delle sue manifestate intenzioni, non aveva più alcuna voglia di vivere, in quanto ciò indicava vivere senza di lei. Ed avvertiva l’amara convinzione che d’ora in avanti la sua vita sarebbe divenuta mera sopravvivenza, vuota ed inutile, perché ad oggi era lei la sua vita, il senso della sua vita, non solo come persona, come meraviglioso essere che lo aveva colmato di sensazioni sconfinate, divine, bensì anche come filosofia di vita, come modo di esistere, di essere.

Ebbene, Clark aveva una gran ragione, la sua esistenza era cambiata, lui era cambiato. Non esisteva più il Sebastian di un tempo.

«Ah, sì, mi ci sono affacciato anche stamattina, però di lui non c’è nessuna traccia, sembra che sia sparito nel nulla. Ho chiesto un po’ in giro fingendo di essere interessato ad affittare un appartamento messo in locazione, ma tutti gli abitanti dello stabile mi hanno riferito di non averlo incontrato negli ultimi giorni, anzi, erano anche parecchio irrequieti, dato che vi erano alcuni lavori urgenti di manutenzione da eseguire.»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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