MANCA SEMPRE QUALCOSA, Cap. 12

Dopo avergli delineato un gesto rivolto a comunicargli di attendere, Sebastian avviò la connessione. «Nicky?»

E Clark si arruffò da capo a piedi, non potendo tuttora accettare che l’amico fosse tornato con quella consumatrice di uomini danarosi, quando viceversa era stato felicissimo il giorno in cui gli aveva comunicato di averla piantata, come di fatto lei si meritava. Quella tizia era un soggetto ambiguo ed anche assai pericoloso, disposto al tutto per tutto pur di conseguire i propri obiettivi, laddove Leopold era nientemeno un dilettante in confronto a lei.

Tuttavia si trattenne in discreto silenzio e Sebastian, seguitando nella conversazione con la sua interlocutrice, laconicamente affermò: «Passo a prenderti alle otto.» Una pausa e poi: «Sì, puoi stare da me stanotte.»

“Questo è troppo…” rimuginò Clark, fastosamente disturbato, avendo arguito che quella lucciola di strada altolocata, una squallida femmina che mesi addietro ci aveva provato pure con lui alle spalle dell’amico che ancora non ne sapeva nulla, si stesse scaltramente intrufolando in casa di Sebastian, decisa ad incastrarlo. Oltretutto stava sfruttando l’attuale cedevolezza dell’uomo, confuso e distintamente perso per una donna che non avrebbe mai potuto avere, ma che a parer suo, benché non lo avesse ufficialmente asserito, amava in una misura addirittura esorbitante.

Ma d’altra parte Clark non gli aveva mai confessato il turpe gesto di quella faina, essendo sicuro che Nicky non fosse concretamente interessata a lui. Era stato solo un artificio per far ingelosire Sebastian, fermo restando che quest’ultimo era da sempre un soggetto molto schivo nelle sue relazioni, e a certe donne conferiva un lauto fastidio non essere al centro dell’attenzione del proprio uomo, o meglio, che sfuggiva con grande maestria alle sue grinfie.

Ora, però, Clark consolidò che fosse sopraggiunto il fatidico tempo di rivelarglielo, al fine che Sebastian capisse per una buona volta con chi avesse a che fare, specie in questo frangente. In antecedenza non se n’era posto granché un problema, in quanto l’amico non l’aveva mai ritenuta più di una compagna di letto per poche e ridottissime ore settimanali.

Perciò, appena lui terminò la comunicazione, Clark approntò: «Sebastian, c’è una questione che dovresti sapere.»

«Sarebbe?» replicò, curvando un sopracciglio indagatore, abbastanza perplesso da quella sortita, soprattutto per il greve tono impiegato.

«Su Nicky.»

«Quindi?» lo pressò, avviando ad impazientirsi per via della sua inutile titubanza.


Advertisment

loading...

«Non te l’avevo mai raccontato perché in conclusione non ritenevo fosse importante, ma suppongo che adesso sia doveroso.» E si arrestò, emanando un gracile colpetto di tosse nervosa, non era tanto semplice da dire, dato che aveva taciuto fino a quel momento.

«Avanti, Clark, sputa il rospo. Dacci un taglio con queste cerimonie, sono perfettamente superflue.»

E l’altro, prima di ripensarci, di getto gli riportò: «Un paio di mesi fa, quando l’ho riaccompagnata a casa sua perché tu eri bloccato in tribunale per il processo Parker e se ben ricordi mi avevi richiesto di farti quella cortesia, beh, è successo che…»

«Lo so» lo troncò lui, stilizzando in pari tempo un’espressione indecifrabile.

«Che?» si sbalordì. «Ma… ma…» balbettò. «Te lo ha detto lei?»

Sebastian mosse pacatamente il capo in gesto di negazione e Clark ne restò ancor più esterrefatto.

«E allora, come lo sai?»

«La conosco bene, Clark, immaginavo che lo avrebbe fatto.» Si tenne impassibile e l’amico si stralunò.

«Aspetta, tu hai sospettato che lei, cioè, sapevi che lei…» tartagliò, molto più che confuso, «e ci sei rimasto ugualmente? Ma è assurdo…» E un repentino dubbio lo avventò. «Sebastian, non crederai mica che io, insomma, che io e lei…?»

«No, anche perché me lo avresti riferito, dato che eri cosciente di rischiare che ti avrei cambiato i connotati, specialmente in caso lo avessi saputo da lei» lo derise, per sdrammatizzare mediante un po’ di balsamico umorismo.

«Beh, ci puoi scommettere, però credimi, se non ti ho raccontato nulla non era per mentirti o nasconderti un nonsoché di losco su di noi, bensì perché avevo l’impressione che Nicky non significasse più di tanto per te.»

«Ed è così.»

«Ooooh, Sebastian!» traboccò, boccheggiando esasperato. «Non ti seguo, non riesco davvero a capirti!»

Sebastian gli sorrise affabile. «Clark, lo so che non lo avresti mai fatto, non a me, e conosco anche la motivazione per cui Nicky ha tentato, per così dire, di sedurti. Era arrabbiata con me perché riteneva che io la trascurassi, e con questo stratagemma voleva scuotermi per avvicinarsi di più a me.»

«E tu accetti un comportamento talmente subdolo?»

«Con lei non ho mai accennato il discorso, avrei soltanto ricambiato il suo gioco, ed ho preferito lasciar correre per non troppo complicarmi la vita.»

«Certo, ma… ancora non capisco, cioè, se sai che la tua donna è capace di fare la smorfiosa persino col tuo migliore amico, cosa prevedi che farebbe con gli sconosciuti?» Clark era sempre più sottosopra, un tipo dignitoso ed inflessibile come Sebastian non ce lo vedeva affatto a tollerare una condotta similare dalla sua donna, quantomeno non dalla sua amante del momento.

«Non m’interessa.»

«Come non t’interessa!» Questa poi… stava forse diventando matto?

«Nicky è sempre stata una storia senza importanza, un passatempo, ma per entrambi, anche lei ne è consapevole.»

Clark si smorzò. «D’accordo, però non è detto che lei lo condivida, al contrario, la vedo abbastanza incollata alle tue braghe. Si vuole sistemare, Sebastian, e tu sei un ottimo partito, non c’è alcun dubbio al riguardo, presumo che tu lo sappia meglio di me.»

«Adesso basta, Clark, non farmi da predicatore. In questo periodo ho bisogno di tranquillità, di serenità e perché no, anche di una certa dose di buon sano divertimento.»

«Con lei risulterà piuttosto difficile…»

«Non più di tanto.» E si issò dalla sua poltrona. «Ora devo andare, ci vediamo.»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

Tag:, , ,



loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *