Il SOGNO È SEMPRE, Cap. 7

Majka reclinò taciturna il capo, non le rispose. Quella posta era una domanda interessante, lautamente significativa, a questa sinceramente non sapeva rispondere. E lo era in un senso che nemmeno l’amica immaginava, lei che in conclusiva aveva centrato il nodo della questione senza esserne conscia.

Ad Hollie, per non alzare un polverone e non pervenire quindi a farsi stressare dai suoi estenuanti attacchi, non aveva dimostrato o raccontato alcunché di particolare, di intimo sulle sue sensazioni per Blair, neppure di cosa o di come avessero parlato durante il loro incontro, né ancor meno del bacio nel suo ufficio. Ma ciò non voleva indicare che quell’uomo non fosse presente nei suoi pensieri, che non rappresentasse una specie di ostacolo per il suo rapporto con Dorian.

E si era chiesta, infatti, dopo l’incontro con Blair in quella toilette, se fosse dovuto proprio a ciò il suo mantenere le rigorose distanze con Dorian, giacché, prima di recarsi in teatro per il debutto di Hollie, avevano preso un aperitivo a casa di lui ed avevano flirtato sul divano, giungendo quasi al fattaccio, ancorché in seguito si fossero ripresi in tempo per non tardare allo spettacolo.

E sciaguratamente era un bel dubbio fondato, perché dopo quel maledetto incontro, lei si era automaticamente raffreddata con Dorian, per non parlare che dal giorno in cui era andata nell’ufficio di Blair per negoziare sulla sua proposta in merito alla nuova rappresentazione, non era più voluta uscire con lui, generando una marea di scuse, fisiche o ideali, e nella maggior parte, finte.

In pratica quell’uomo le aveva complicato la vita, se non proprio stravolta, e senza per giunta fare niente, affatto, non le aveva inviato un solo messaggio ambiguo, men che meno di sottile seduzione. Oltretutto le aveva antecedentemente puntualizzato che fosse un uomo sposato e che dunque, come fondatamente Hollie le aveva evidenziato, lui non avrebbe mai intaccato la sua immagine per una banale notte di sesso, un’avventura, figuriamoci farsi l’amante e giungere a lasciare la moglie.

«Perché non mi rispondi?» la studiò Hollie, decisamente insospettita da codesta pausa riflessiva.

«Che vuoi che ti risponda, Hollie, se non lo so neanch’io cosa mi si prospetterà?» sgattaiolò lei, sempre determinata a non addentrarsi nello specifico.

«Sai che ti suggerisco, per uscire da questo impaccio?» risolse l’altra, per sovvenirla adesso che erano ancora in tempo, perché se a ragion veduta non sapeva come stessero concretamente i fatti, cosa provasse in realtà Majka per Blair e neppure per il suo nuovo flirt, anche se una buona idea se l’era fatta, la soluzione la sapeva, quella eccome.

«Cosa?» Lei la fissò sospirando, poco convinta che potesse riuscirci. In questo neanche le soluzioni miracolose di Hollie sarebbero state efficaci.

«Esci stasera con Dorian e facci sesso, immediatamente, così da togliertelo dalla testa prima che Blair la invada del tutto» la ragguagliò imbellettando uno sguardo facondo.


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«E ti pare corretto usarlo in questa maniera?» dissonò, mentre raccoglieva ammonente il suo sguardo. «È un comportamento meschino, da tipica donnicciola di borgata che io non sono.»

«Ehi, dolcezza, quando mai sono stati corretti con noi gli uomini?» dottoreggiò, scortata da un emblematico gesto della mano. «E poi mica lo stai tradendo con un altro, al contrario, comportandoti inversamente arriverai a farlo sul serio, perché se ho ben afferrato come sta messa la storia, Blair prima o poi t’insidierà. Le premesse ci sono tutte, cara mia, fidati.»

«Sembra di no invece, non corro rischi. Blair mi ha assicurato che non verrà, voglio dire, non durante le prove» escluse, benché di fondo nemmeno lei ci credesse, non del tutto.

«Sarà pure vero, ma ti gira lo stesso intorno, ci sarà sempre, anche se tu non dovessi vederlo, il tuo fantasma preferito» la frascheggiò ma bonariamente.

«Piantala, mi fai sentire una bamboccia demente» si urtò, indisposta a giocarci su, non su questa sfiancante faccenda dove era diventata ormai ipersensibile, facilmente irritabile.

«Beh, ad essere sincera uno zinzino di sale in zucca te l’ha tolto, visto il casino che hai piantato nell’altra commedia, hai fatto penare un mucchio di gente.»

«A proposito, mi ero dimenticata di domandartelo» schivò lei per cambiare prestamente argomento. «Per questo spettacolo non ti hanno scritturata?»

«No, purtroppo» sbozzò un tantino rammaricata. «E mi spiace un sacco, sai, avrei fatto perfino la comparsa pur di poter recitare insieme a te.»

«Anche a me, nonostante io ancora non abbia deciso, cioè, devo finire di valutare.»

L’amica la squadrò interdetta, era una novità che proprio la lasciava di sasso. «E cosa dovresti valutare?»

«Devo leggere il copione fino all’ultima pagina, per vedere se è vero che non dovrò baciare nessuno!»

Majka trascorse un paio di giorni di full immersion nella lettura della rappresentazione, e all’ultima pagina si era trovata a versare una piccola lacrima densa di commozione, perché era vero, il personaggio di Cindy le assomigliava in un modo esorbitante, a come era stata lei nel suo periodo adolescenziale, e in effetti un po’ di strascichi ancora adesso li portava dietro con sé. Tuttavia quella storia presentava un meraviglioso lieto fine, straordinariamente commovente, sembrava essere di buon auspicio alla sua, sospettando davvero che fosse stata ispirata alla sua persona.

E si era trionfalmente strabiliata, perché era come se quell’uomo le avesse sezionato l’anima, e semplicemente al guardarla, al sentirla, forse al percepire le sue vibrazioni, osservando ed esaminando il linguaggio del suo corpo.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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