Il SOGNO È SEMPRE, Cap. 5

«Come volate voi artisti!» la canzonò lei fulmineamente esilarata, perché codesta, a dispetto dei suoi più intimi e reconditi voli pindarici, le pareva un’opinione inverosimile, senza nessun concreto fondamento, tanto da diventare, nella sua ridevole assurdità, particolarmente divertente.

«Ehi! Frena, gli artisti sono più sensibili, ed anche più intuitivi se per questo» si offese l’altra rimpettendosi.

«Hollie, stai divagando, se tu non lo sapessi Blair è sposato, perciò l’unica spiegazione razionale e attendibile, è quella che ti ho esposto prima. Con voi altri non si riscontravano decisivi intoppi, visto che non siete oggettivamente dei principianti, anche se alcuni di voi sono al debutto, e comunque il mio problema lo sai qual è, tu non ce l’avevi di sicuro» rigovernò lei, saviamente intenzionata a ridimensionare l’intera storia.

«Guarda che quel problema è saltato dopo, sei tu che devi ragionare per bene. Non ti sovviene forse che lui era lì, sin dal primo giorno, dal primo minuto?»

A quel colpo di coda lei stralunò gli occhi, facendosi un’interiore, rapida scansione di tutto ciò che era avvenuto dal primo incontro con Blair, ripensando alle sue inconsuete apparizioni, alle sue parole, e non di meno al suo comportamento insolito, sostenuto solo con lei. «Mi stai confondendo, lo sai?»

«Lo so, e forse ti sto sbadatamente convincendo a non venire, però ti prego, Majka, vieni. Sono sicurissima che non lo vedrai, si è eclissato, è diventato sul serio il fantasma dell’opera!»

Majka tacque per un attimo, sul punto di cedere, non se ne spiegava al momento il perché, comunque in teoria, per essere decorosamente onesti non si trattava di un sacrificio così abnorme da porre in atto. Non di certo era una condanna al patibolo, alla fin fine quell’uomo era semplicemente un uomo, e nulla di più.

«E sia, procurami un posto appartato, poco visibile, possibilmente invisibile» ironizzò ma sempre all’apparenza, dacché se avesse potuto, per l’occasione sarebbe volentieri diventata invisibile.

«Contaci!» si eccitò, in un impeto sgargiante, nell’averla finalmente spuntata. «Te lo faccio trovare alla biglietteria in busta chiusa, vorresti portare qualcuno?»

«Perché no, ti ringrazio, domanderò a Dorian se gradisce venire con me.»


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«Ah, ti ho capita alla perfezione! Vuoi portarti lo scudo per non soccombere alle tentazioni, eh?» giocherellò Hollie ridacchiando pregnante.

«E quali?» Questa non le era propriamente nitida. «Cioè, Dorian cosa c’entra in questo discorso?»

«Andiamo, me ne sono accorta che tra voi c’è del tenero, lui lo vedo piuttosto preso, non negarmelo, mentre per te invece, ancora non lo capisco. Sei tremendamente ermetica quando ti ci metti d’impegno» compitò, giacché pur conoscendola da una vita, all’atto pratico non aveva imparato a conoscerla per intero. Majka era abbastanza lunatica, volubile, laddove certe volte le succedeva di far intendere una cosa, di volerla, e successivamente cambiava prestissimo opinione, ex abrupto. Non che mentisse o fingesse, però era fatta così, assai influenzabile dai fattori esterni, dai suoi bioritmi, le sue lune appunto, tuttavia, quando puntava i piedi era seriamente irremovibile, peggio di una montagna.

«Sì, beh, usciamo spesso insieme, una sera ci siamo anche baciati, niente di più, ma in definitiva non me la sento di impegnarmi in una relazione con lui.»

«Soltanto perché non ti piace» imputò, perché almeno quella l’aveva assodata, dato che Majka in merito non aveva mai mutato pensiero espresso.

«Macché, anzi, è carino, però è un collega, e penso che sul lavoro, insomma, è meglio non complicarsi la vita» si affrettò a puntualizzare, prima che l’amica si mettesse a fungere da Cupido tra loro due, una condotta ben prevedibile date le premesse, oltre che per la romantica, idealista personalità di Hollie che associata ad una determinata praticità, la rendeva egregiamente persuasiva e degna di completa credibilità.

«Ricevuto, comunque è tempo che tu ti faccia un fidanzato.» Come previsto era partita in quarta, precipitosamente. «È un bel po’ che non hai una relazione, che non frequenti un uomo, e non vorrei che questa carenza sentimentale ti portasse a compiere scelte sbagliate, affrettate, se teniamo anche conto della batosta che hai preso con quella canaglia, cosa che effettivamente potrebbe ripetersi» le sbandierò senza troppo riservarsi.

«Ti stai riferendo a Blair, o presumo male?» decrittò, in una voce finemente salmodiante.

«Beh, sì, se lui è sposato poche probabilità ci sono, voglio dire, non che non potrebbe innamorarsi, questo non lo escludo a priori, però sai, in quell’ambiente ci tengono parecchio all’immagine pubblica, alla loro integrità nel sociale. Sono sempre sotto i riflettori, la loro vita privata è continuamente bersagliata, violata per coglierli in castagna, fare notizia, e non credo che lascerebbe la moglie per te. Potrebbe tradirla, non lo nego, ma è difficile che possa compiere un passo tanto radicale.»

«Non stai correndo un po’ troppo?» la sbertucciò lei sgorgando in un’istintiva risata, schiumeggiante.

«Bisogna essere sempre previdenti, mia cara, soprattutto quando si parla di soggetti di quel livello, massimamente facili a incantare, sia per la posizione che per l’aspetto, sai cosa intendo. Impiegherebbe mezzo secondo per illuderti e un altro mezzo per spezzarti il cuore.»

«Ne parli come se fossi una povera disperata alla ricerca dell’amore impossibile!» Majka continuava a ridere, non riusciva a contenersi, forse per via del tono parodiante dell’amica, raffinatamente scimmiottante. Era proprio esilarante, un autentico fenomeno.

«Giammai, bellezza, disperata non lo sei, però non vorrei che finissi sul serio per esserlo, considerando le tue zoppicanti condizioni attuali» annotò, di nuovo allusiva ma realista.

Majka si riordinò dalle sue lepide risate, ridivenendo un filo seriosa nell’affermarle: «Certo che sei veramente strampalata. Prima mi preghi di venire a teatro dove senz’alcun dubbio lo vedrò, e dopo mi consigli di farmi Dorian come fidanzato per non rischiare di farmi abbindolare da Blair.»

«Sono oggettiva, pratica, forse esagerata come sostieni, ma tu stai con gli occhi aperti!»

«Me lo ricorderò, sciocchina, non dubitare affatto. Allora a domani e… rompiti una gamba!» rise ancora Majka, essendo giunto il decisivo tempo di dirottare la conversazione.

«Entrambe!»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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