Il SOGNO È SEMPRE, Cap. 4

«Non lo sapevo, Hollie, non prevedevo che per me sarebbe stato così difficile» si svigorì sospirando di nuovo, a profusione.

«Scusami se mi ostino o se sembra che ti do addosso, io non voglio affatto criticarti né offenderti, ma quello lì è un bacio a stampo, non è nulla di così eccezionale, devastante. Dovresti darti una scossa, perché nelle scene successive dovrai dare dei baci veri, cioè, non proprio veri ma un po’ più intimi, prolungati, e tu nella commedia sei innamorata, moltissimo, perciò dovrai interpretare un certo trasporto, mostrarlo, ostentarlo se possibile.»

Majka ansò depressa. «Infatti rabbrividisco alla sola idea.»

L’altra ci ragionò un istante, per scovare lestamente una scappatoia, laddove un’idea la fulminò. «Non puoi fare finta, intendo, fare finta che il coprotagonista sia un tuo fidanzato, che ne sei innamorata realmente, in parole povere prendere per il bavero il tuo subconscio ed aggirare l’ostacolo?»

«Eh sì, ti pare facile, e chi lo frega quello…»

«Con me funziona» avvalorò, con una scattante arcuata delle sue sopracciglia.

«Fortunata…» stornellò un tantinello sardonica, canzonatoria più di tutto con se stessa che non era capace di superare uno scoglio talmente stupido come questo.

«Via, Majka, in fondo è solamente una recita. Al liceo non hai mai partecipato a qualche spettacolo, o alle elementari, non penso che tu non abbia mai recitato in vita tua, anche per gioco, quando eri una bambina.»

«Altroché, è naturale, però non ho mai baciato nessuno, non per finta, quello mai.»

«Allora che farai, cioè, quale soluzione hai in mente per risolvere la questione?» inquadrò, per giungere al fulcro del problema e dunque tentare di travalicarlo, prima che il tutto si potesse irrimediabilmente complicare. «Sai, non ho visto Blair tanto soddisfatto, non vorrei che ti tagliasse fuori.»


Advertisment

loading...

«Credo che non ci arriverà» previde lei, rivolgendo lo sguardo al di là del finestrino.

«Vale a dire?» sondò Hollie, scrutandola sospettosa con la coda dell’occhio.

«Che me ne andrò prima che lo faccia» decise, ormai pervenuta alla conclusione che non potesse insistere a combattere contro se stessa, avrebbe perso e fatto perdere tempo a tutta la compagnia.

«Andiamo, non farlo, potrebbero trovare un attore che sia capace di aiutarti in quest’inghippo» contestò per erogarle una dose di supporto, di fiducia in se stessa che in opima evidenza, stava significativamente vacillando.

«Non ritengo che l’attesa possa servire a qualcosa, il problema sono io, e qualsiasi attore che potrebbero affiancarmi, prevedo che non farà tanta differenza» dissertò lei mogiamente.

«Io ti consiglierei lo stesso di attendere, magari per abituarti all’idea. Non si sa mai, è probabile che pian piano tutto si appianerà, forse devi farlo per gradi, chi può dirlo» la spronò, agghindando un giulivo sorriso incoraggiante.

«Hollie, è inutile, te lo ribadisco, la vedo complicata, troppo.» Lei per converso si stava deprimendo passo a passo, era come se stesse addentrandosi in un fosco pertugio che man mano diventava più buio, profondo e angusto, senza luminosa uscita.

«Ti prego, datti almeno una settimana di tempo, non è molto ma è sufficiente per decidere in maniera appropriata, per non sbagliare» s’incaponì, tuttavia con un tono tale da non rendersi fastidiosamente invasiva.

«È stato uno sbaglio accettare, ho preteso troppo da me stessa, e ad essere del tutto sincera, ora mi sto sentendo come una vera incapace» si compatì, stavolta sbuffando, perché questa sua abulia non le andava per niente a genio, lei che reagiva sempre e in qualunque situazione, conservando integri il suo orgoglio e il rispetto di se stessa che invece al momento scarseggiavano parecchio, ponendola quindi in un forte stato d’interdizione interna.

«Forza, non buttarti giù, non puoi frustrarti per questa sciocchezza, è insensato, e poi una settimana non ti cambierà nulla. Provaci, che cos’hai da perdere?»

Colta nel segno, Majka repentinamente si scrollò, perché se anche l’amica la rilevava frustrata, ciò iniziava a divenire preoccupante, oltre che umiliante per lei.

«E va bene, ci sto, ma solo una settimana, e non voglio più ascoltare nessuna obiezione da parte tua, qualora dovesse andare a finire come immagino.»

«Io sono convinta di no, però ok, ti assicuro che se dovesse rivelarsi un disastroso fallimento, non ti stresserò più!»

«Miss Winter, venga con me nel mio ufficio.»

Dimessamente Majka assentì e seguì Duncan fuori dalla sala prove. Allorché furono dentro, lui, incrociando le braccia al suo torace, inalberata un’espressione contrariata principiò: «Allora, come vogliamo metterla? Devo forse arguire che il suo cognome non sia un caso, miss Inverno

Lei comprese perfettamente a cosa si riferisse, d’altronde l’uomo aveva ragione, per giunta sembrava che lui le avesse letto nel pensiero, che avesse avvertito le sue intenzioni al riguardo, dacché era trascorsa all’incirca una settimana da quella conversazione con Hollie e le cose non erano purtroppo cambiate, all’inverso, erano addirittura peggiorate. Ciascun tentativo con ogni nuovo attore diveniva sempre più difficile, inaffrontabile, per cui risolutamente acclarò: «Senta, io non ritengo di essere adatta a questo ruolo, ho deciso di lasciare la sua compagnia teatrale.»

«Eh!» ghignò lui occhieggiandola irritato. «E lo fa ora, miss Winter, quando ho impegnato tempo e denaro per trovare un partner alla sua altezza? Sono quasi due settimane che ci giriamo in tondo, e comincio ad essere stanco, francamente.»

«Non è una banale questione di essere all’altezza, o comunque non è quella che intende lei, signor Blair» esplicitò, assai infastidita da questa velata offesa, intimamente arrovellata, perché più erano velate, e tanto più la facevano imbestialire, in quanto la privavano della possibilità di rispondergli a tono.

«E allora che cos’è?»

A siffatta replica lei si svigorì in uno scintillio. «Io… ecco, non riesco a fingere, non sono in grado, voglio dire…» Ed arrossì. «…baciare uno sconosciuto…»

«Miss Winter, sta forse cercando di fare dello spirito?» si seccò lui, rincarando l’espressione di cui sopra.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

Tag:, , ,



loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *