D’UN TRATTO LEI, Cap. 14

«Angel…» si rannuvolò Brent, di colpo.

Lui lo scrutò preoccupato, per quel repentino mutamento di umore non proprio incoraggiante. «Che c’è?»

L’amico non gli rispose, intanto che gli altri lo osservavano sbigottiti, cercando di capire che cosa gli fosse preso per essersi stralunato in tal guisa.

E dopo diversi muti secondi, con gli occhi tuttora allucinati Brent innalzò discretamente un dito per indicare qualcuno che si stava appressando al bancone in compagnia di una persona a loro sconosciuta, in atteggiamento piuttosto intimo, abbastanza inquietante. Lui era seduto frontalmente ad esso, perciò li aveva adocchiati subito.

Angel, che era invece di profilo al banco, proseguì a scrutarlo interdetto. In seguito, nell’appurare che Brent insisteva a non schiodare lo sguardo, non gli rispondeva, non fiatava neppure, si volse in quella direzione, rimanendo all’istante impietrito, alla peggio dell’amico.

Era Madelyn, la sua Madelyn insieme ad un altro, il tizio dell’autofficina dov’era stata assunta. Lui la cingeva per le spalle camminando fianco a fianco, e successivamente la invitò con un cenno a sedersi su uno sgabello, mentre ridevano spensierati, micidialmente complici.

Il sospetto che diveniva crudamente realtà.

«Caspita…» s’impressionò Hugh, sottovoce, rivolgendosi a Brent, dacché l’espressione di Angel parlava chiaro. «È quella, cioè, la famosa Madelyn?»

Brent abbozzò un gesto affermativo, assai inquieto. Fissava Angel che si era immobilizzato, o per meglio dire, pietrificato, ad osservare quei due accomodarsi uno di fronte all’altra.

E nel momento in cui quel tipo alzò una mano per sfiorare una ciocca di capelli alla donna, Angel distolse tempestivamente lo sguardo, scattò in piedi e distaccatamente enunciò: «Scusatemi, torno a casa, pago io questo giro.»


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«Angel, gradisci che venga con te?» si candidò Brent, un po’ impensierito.

«No, grazie» si rilassò, almeno apparentemente. «È tutto ok, Brent, non preoccuparti, tuttavia questo spettacolo preferisco risparmiarmelo.» Detto ciò, prese il suo giubbino in pelle e se lo infilò, e prima di girarsi per andarsene asserì: «Ragazzi, sarà per un’altra volta, e fate i bravi, mi raccomando.»

«Ah, questa davvero non ci voleva. Povero Angel, giusto ora che stava ricominciando a carburare» si sconsolò Brent, mentre lo guardava incedere verso la cassa.

«Mi pare che stia bene» estimò Walter, guardando anche lui verso Angel.

«All’apparenza, ma invece è ancora perso, straperso per lei, stasera era un miracolo che fosse uscito. Non fa che pensare al lavoro e al figlio, non lo riconosco più, non ha una vita sociale, senza considerare che parecchie volte è pensieroso, triste. So che pensa di continuo a lei, e benché non lo voglia ammettere, soprattutto a se stesso per non buttarsi giù, ancora non riesce ad accettare la fine della sua storia con Madelyn, tuttora spera che lei torni da lui.»

Walter trasferì lo sguardo sulla donna che stava ridacchiando solare insieme al suo accompagnatore. «Comunque lo capisco, è una bambola, ha un nonsoché di particolare, di diverso dalle altre. Forse è una delle donne più intriganti che lui abbia avuto, se non altro da quando lo conosco, e dunque da sempre.»

«Sì, ma è un serio pericolo, ed è vero, diversa lo è, quella donna ha la sua parte maschile troppo pronunciata. Talvolta mi è persino venuto in mente che riesca a capire come ragiona un uomo» dissertò, muovendo assertivo il capo. «E se devo essere del tutto franco, ho spesso congetturato tra me, scherzandoci sopra anche con lui, per indirettamente avvisarlo dei rischi che correva, che fosse lei l’uomo di casa, nel rapporto con Angel. Lo so, è incredibile ma è così.»

Walter lo fissò cogitante, gloriosamente incredulo, dopodiché rivolse di nuovo l’attenzione a Madelyn, riflettendo su siffatta considerazione. «Quindi, in sintesi, stai sostenendo che sarebbe capace di rigirarsi chiunque?»

«L’hai detto, associa la tipica sottigliezza femminile a questo lato spiccatamente mascolino della sua personalità, è una che li mette tutti nel sacco.»

«L’importante è che non lo faccia volutamente, voglio dire, per divertirsi o corbellare qualcuno» sottilizzò, abbandonando con gli occhi il bancone.

«Questo dettaglio ancora lo devo scoprire, Walter, sebbene io ne sia quasi convinto, perché se ci è riuscita con un tipo come Angel che è un asso in quel campo, è possibile che sia ben allenata, o al limite incline ad eseguirlo e che pertanto ci giochi su, esattamente come fanno gli uomini. Teniamo conto di quello che sta accadendo stasera, di come sembri tranquilla e spensierata in compagnia di un altro uomo, al contrario di Angel che, diversamente da quanto dichiara, ancora non si dà pace, che addirittura scappa di fronte ad una gonnella.»

«Già, probabilmente Angel è stato ripagato con la stessa moneta.»

Brent esalò un voluminoso anelito. «Forse anche di più.»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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