D’UN TRATTO LEI, Cap. 12

«Sono la madre di Madelyn, ti disturbo?»

Lui lanciò un’occhiata strabiliata a Brent. «Certo che no, signora, mi dica.»

«Probabilmente sto sbagliando a telefonarti, mia figlia non sarebbe d’accordo, ma…» E quella voce si ruppe in un gemito, mentre la donna cercava di soffocare i suoi singhiozzi.

Angel raggelò, quella vivida e incontrollata disperazione era fin troppo agghiacciante per lui. «Signora… è per Madelyn? Sta male?»

«No, no…» lo rassicurò, tentando di disciplinare il suo tono incrinato. «Maddy sta bene, cioè, fisicamente… ma è successo che… ecco, mio marito… mio marito è morto… è morto ieri sera.»

«Oh, santo cielo…!» Lui si lasciò cadere sullo schienale della poltrona, profondamente turbato. «Mi dispiace, signora, c’è qualcosa che posso fare per lei, per… voi?» si corresse all’istante, giacché stava per pronunciare Madelyn, ma a quanto figurava lei non aveva alcuna intenzione di rivederlo, né di sentir parlare di lui.

«Per me no, è per Dag, sai, lui ti stimava moltissimo, era così felice che tu ti prendessi cura della sua piccola Maddy, e volevo domandarti, insomma…» Ma esitò, sapeva di richiedergli un che di assai impegnativo.

«Signora, mi dica pure, non si crei problemi, tutto quello che posso» la soccorse lui, sentitamente bendisposto.

«È per il funerale, mio marito sarebbe stato felice se tu fossi stato presente, a prescindere da come sia andata con nostra figlia» istanziò, infine.

Lui si disorientò, preso in pieno contropiede. «Signora…»


Advertisment

loading...

«No, aspetta» lo fermò lei, per mettere le cose in chiaro. «Mi rendo conto della tua posizione, io non voglio costringerti, è solo una cosa che mi sentivo in dovere di fare per mio marito, per la sua memoria e…»

«Signora.» La interruppe a sua volta, ma rispettosamente. «È un onore per me, che mi abbia avvisato dell’accaduto e che mi stia formulando questa lusingante richiesta. Sarei molto felice di commemorare suo marito, verrei anche subito, ma non credo che Madelyn apprezzerebbe la mia presenza alle esequie, e non vorrei peggiorare la situazione, amplificare il vostro disagio e la vostra sofferenza.»

«Maddy non ha nulla a che vedere in questa vicenda, gradirei che tu scindessi le due cose. Io sto pensando solo a mio marito, ai suoi desideri e alle aspettative di quando era ancora in vita, e mia figlia è abbastanza matura da comprendere. Lo amava anche più di quanto lo amassi io, forse tu lo sai, perciò Maddy rispetterà i desideri di un uomo che oltretutto non c’è nemmeno più.»

«Non intendevo essere scortese, ma soltanto essere chiaro» riparò lui, nell’aver colto un percettibile risentimento da quella dichiarazione.

«Lo so, ma anch’io…» si scorò la donna, abortendo l’ultimo gemito. «Il funerale ci sarà domani mattina, mi farebbe piacere se tu venissi.»

«Volentieri, signora, ci sarò» accolse lui, con estremo tono cordiale.

«Mille grazie, la funzione ci sarà alle nove, nella chiesa del paese.»

Angel completò la comunicazione espandendo più respiri, impensierito e spaesato, tuttora non sapeva se fosse il caso di andarci.

«Cos’è successo?»

«Il padre di Madelyn, non so come, i particolari, ma ieri è deceduto, probabilmente per la malattia di cui mesi addietro mi aveva accennato lei, però successivamente non ne avevamo più parlato. Ero convinto che stesse meglio.»

«O magari lui non voleva svelarlo per non indurre la figlia a preoccuparsi, per non farla sentire obbligata a tornare ad Elgin, e così donarle la possibilità di guarire serenamente» sviscerò, con un’aria un po’ mogia.

«È possibile» aderì lui, pur sospirando agitato.

Brent lo scrutò per alcuni secondi. «Ci andrai?»

Angel emise un ennesimo sospiro, anche stanco, veramente stufo di sospirare in continuazione, neanche fosse un martire torturato. «Non vorrei, però devo, quell’uomo era in gamba, un brav’uomo, come del resto tutta la sua famiglia.»

«E Madelyn» integrò l’altro, sempre piuttosto mogio.

«Già, ma non rammentarmelo, non ricordarmi quello che ho perso» lo bloccò lui, ripiombando nella sua onerosa afflizione.

«Non svanirà tanto presto, questo lo sai?»

«Altroché, comunque al momento devo rintracciare Gena per comunicarle che domani non potrò tenere il bambino, spero che riuscirà ad organizzarsi.»

«Se vuoi posso occuparmene io, cioè, lo farebbe Mary, anche perché non sono tanto pratico, rischierei di farlo soffocare con il suo stesso bavaglino…!» si sbellicò, sotto i baffi.

Angel lo guardò allietato. «Non ti piacciono tanto i bambini, o sbaglio?»

«No, socio, non sbagli affatto, ma la mia è una pura questione epidermica. Di fondo ci respingiamo, particolarmente quando strillano e non si sa che diamine cercano, invece con Efren è diverso, è fin troppo calmo, pacifico, un vero gioiellino.»

«Hai ragione, è straordinario, così piccolo ma sembra che già capisca. Quando ti guarda è come se ti rispondesse, come se sapesse perfettamente ciò che gli dici.»

«Beh, ha un ottimo maestro» celebrò l’amico, parafrasando sintomatico.

«È merito della madre, Gena è una donna eccezionale, alla fin fine mi dispiace che non sia andata tra noi» si rammaricò, perché deducibilmente una condizione similare sarebbe stata la sua salvezza, completa salvezza.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

Tag:, , ,



loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *