MAI PIÙ SENZA DI TE di Jessica Maccario

«Quindi non ti limiti a mostrare loro mostri sanguinosi?» ridacchiò per prenderlo simpaticamente in giro.

Lui invece si manteneva estremamente serio. «Niente affatto, noi captiamo le loro paure e andiamo alla ricerca di ciò che li spaventa maggiormente, perciò creiamo una scena di pericolo in maniera che loro possano viverla senza essere realmente in pericolo, e se riescono a vincere questa paura… beh, al risveglio saranno molto meno ansiosi.»

«Non l’avevo mai vista in questa ottica» considerò lei compiaciuta di ciò. «Io mi limito a trovare il più grande desiderio inconscio degli Umani e a dar loro la possibilità di realizzarlo, li rendo felici, ma non li aiuto a superare quello che li spaventa.»

«Dovremmo lavorare in coppia: io scaccio le loro paure, e tu realizzi il loro desiderio» concluse lui dolcemente.

«Non è una cattiva idea, sai?» Si accoccolò a lui e passarono la notte così, abbracciati, contenti di essersi ritrovati. Il calore avvolse i loro corpi e i loro sospiri si unirono, di nuovo insieme. Si erano cercati a lungo, inconsapevoli che il loro amore li avrebbe condotti l’una tra le braccia dell’altro… ed ora sapevano che non avrebbero più potuto farne a meno.

Il mattino seguente Mabel attese che il sole facesse capolino nella stanza per alzarsi. Solo appena mise a fuoco l’oscura grotta si ricordò che in quel Regno il sole non contribuiva a risvegliare le loro giornate con la luce, i suoi abitanti si accontentavano del soffice chiarore della Luna.

Si mosse verso l’ingresso cercando Laurent, ma s’imbatté in una Fata con delle leggiadre ali azzurre e un sottile vestito nero che modellava il suo corpo. Era molto bella, ma era chiaro che quello fosse il suo ultimo pensiero, in quanto la Fata procedeva con un’espressione sconsolata sul viso, e a malapena si accorse di lei.

Sorvolando la distesa di rovi capì perché la richiesta del Re fosse tanto importante, quelle Fate avevano bisogno di essere rassicurate, di avere nuovamente un po’ di speranza, di sorridere, pertanto si mise subito all’opera. Non era facile piangere senza motivo, ma dopo un paio di tentativi accertò che le lacrime uscivano lo stesso, bastava concentrarsi sul suo dono e sul desiderio di usarlo per salvare qualcuno.

Ne riempì un’ampolla e si avviò verso la grotta di Gildeon, determinata a distribuirle a tutte le Fate del Regno Oscuro. Non poteva abbracciarle una ad una come aveva fatto con Laurent, tuttavia bastavano poche gocce affinché facessero effetto, come aveva avuto modo di constatare con il fazzoletto.

Stava per entrare, quando udì dei bisbigli. Si avvicinò un altro poco e scorse i due che parlavano a bassa voce.


Advertisment

loading...

«Padre, che intenzioni avete?»

«Non la coinvolgerò in questa guerra, non posso chiederle tanto.»

«Ma Mabel ha la possibilità di salvarci tutti… se solo sapesse quanto possono fare le sue lacrime, sono sicuro che non si tirerebbe indietro.»

«D’accordo, lei può distruggere il Confine e consentirci di uscire e poi, cosa faremo? Andremo a chiedere asilo ai Regni circostanti? Attaccheremo Re Neve da soli? Saremo sconfitti in ciascun caso, figliolo, non abbiamo possibilità di farcela.»

«Ma, padre…»

«Invece ce la faremo.» Mabel fece un passo in avanti e i due sobbalzarono colpevoli. «Se posso distruggere quel Confine lo farò, meritate di vivere in libertà come tutti.»

Gildeon la fissava stupito, poi si accorse di un particolare e si ravvivò. «Sono lacrime quelle? Posso distribuirle alle Fate?»

«Sì, voglio che la speranza torni a risplendere sul loro volto, ne userò altre per la barriera.» E gli tese l’ampolla.

L’anziana Fata s’inchinò ricolma di gratitudine. «Ti ringrazio per l’aiuto, te ne saremo riconoscenti per tutta la vita. Laurent ti accompagnerà, si prenderà cura di te.»

«Lo farò, padre.» Il giovane le si avvicinò e la attirò a sé.

Mabel si sciolse come neve al sole allorché vide la dolcezza nel suo sguardo. Lo abbracciò di slancio, posando la testa sulla sua spalla. «Vicino a te non ho paura» sussurrò beata.

«Non dovrai mai averne, ti proteggerò da qualsiasi pericolo.» E la strinse più forte per suggellare quella tacita promessa.

Lei si separò appena, frattanto che una nuova scarica di adrenalina la riempiva di fiducia. «Laurent, noi due dobbiamo partire, andremo nei Regni confinanti e spiegheremo la situazione, cercheremo degli alleati in maniera da non essere soli contro Re Neve. Vedrai, li convinceremo.»

«Mabel, ma là c’è anche la tua famiglia…» accennò lui interdetto.

«Ci sarà una guerra e molti moriranno, questo è quello che vedo» rivelò Gildeon con voce funerea.

«Dunque volete rinunciare senza neanche provarci? Vivere in questo luogo fino alla fine dei vostri giorni?» insisté Mabel con fare inquieto.

Laurent guardò il padre, era d’accordo con lei. «Mabel ha ragione, non è da noi arrenderci. Voi vedete la guerra perché è questo a cui ambisce il Re… ma cambierà idea se capirà che non può sconfiggerci.»

Gildeon passò lo sguardo da uno all’altra e infine sospirò. «Va bene, andate, ma siate prudenti. Quando il Confine sarà aperto noi saremo pronti ad andare incontro al nostro destino, qualunque esso sia.»

Laurent prese la mano di Mabel come per farsi forza. «Riconquisteremo la nostra libertà, padre, ve lo prometto. Anche se ci fosse un’altra guerra… questa volta sarà diverso.»

Mabel rafforzò la stretta. «Non ci sarà, modificherò quello che il destino ha deciso per voi, farò di tutto per impedire che altre Fate muoiano. Re Neve dovrà arrendersi.»

«Sembri molto decisa» osservò Gildeon rincuorato.

Lei sorrise candida. «Lo sono, questo è ciò che aspettavo da sempre… la possibilità di essere utile alle Fate, di costruire un futuro migliore. Non mi tirerò indietro adesso che so che il mio dono può servire a riportare la serenità nel vostro Regno, e in fondo anch’io voglio rivalermi sul Re, per averci impedito di vivere il nostro amore cancellando la nostra memoria.»

Laurent la avvolse con le sue possenti ali. «Non permetterò che accada mai più, ho già rischiato di perderti e se succedesse di nuovo… No, non accadrà. Il nostro amore ci ha già salvati una volta.»

«E lo farà ancora, se necessario.» Mabel si perse nei suoi occhi scuri, pensando che il suo cuore lo aveva riconosciuto fin da quell’incubo. No, non era stato un segno di morte… ma il sistema che avevano trovato le loro anime per ritrovarsi.

«Allora andiamo, principessa.»

Mabel lasciò che la sollevasse da terra e si appoggiò a lui fiduciosa.

Mentre sorvolavano le distese di rovi in direzione del Confine roccioso e le Fate li osservavano dai loro nascondigli, Mabel pensò che avrebbe fatto qualunque cosa per non deluderle. Ora c’era una missione da compiere: riportare la pace tra i Regni e liberarle dall’Oscurità. E ci sarebbe riuscita.


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

Tag:, , , , , ,



loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *