LE FATINE DI LAGOLE di Giovanna Vigilanti

Il giorno del sedicesimo compleanno della figlia, Bernardo decise di raccontarle la storia di come aveva ricevuto in dono il cofanetto e glielo consegnò, giacché era sicuro che la ragazza lo avrebbe custodito con cura.

Dopo aver accettato con gioia il regalo del padre, StellaAlpina gli promise che lo avrebbe utilizzato unicamente per fare del bene e per aiutare gli altri. Disgraziatamente però, qualcosa di tremendo stava per abbattersi sulle montagne e i suoi abitanti.

A causa del suo intensivo sfruttamento, il territorio non dava più di che sfamarsi ed alcune famiglie vennero colpite da malattie incurabili, dovute alla scarsa alimentazione. Altre, invece, decisero di abbandonare le proprie case per cercare fortuna altrove.

Così, pian piano, nel villaggio rimasero solo tre persone: il taglialegna, sua figlia e un losco figuro, il malvagio Guastatutto. Proprio lui era stato la causa del decadimento di quel territorio, disboscando l’intera zona e sfruttando in maniera oltremodo indiscriminata tutte le risorse a disposizione. Egli si era arricchito esportando le materie prime molto lontano, nelle grandi città, impoverendo sempre più Lagole e i paesi adiacenti.

Notando che il taglialegna e la sua bella figlia non lasciavano la loro capanna come gli altri, Guastatutto decise di spiarli per comprendere cosa li trattenesse ancora lì. Una sera, si recò quindi nell’abitazione dell’uomo e si nascose sotto una finestrella per capire cosa stesse nascondendo. Sentendolo parlare udì solamente poche parole, ma abbastanza da capire che tra quelle mura si celava qualcosa di magico.

“Dunque nascondete un segreto” disse malignamente tra sé e sé. “Delle chiavi magiche, eh?”

Immediatamente la sua mente malvagia stabilì che avrebbe scoperto di quale magia si trattasse, così, appena i due si assentarono, Guastatutto s’intrufolò nella casupola del taglialegna, rubando il prezioso cofanetto per utilizzare i poteri lì custoditi.

Guastatutto era un uomo cattivo e senza scrupoli che proveniva da BoscoNero, piuttosto distante da Lagole, dove un tempo si ergeva una foresta folta e lussureggiante. Questa ormai non esisteva più, perché l’uomo l’aveva praticamente rasa al suolo per arricchirsi con la vendita del legname. BoscoNero non aveva pertanto più nulla da offrirgli, per questo Guastatutto aveva rivolto le sue mire distruttrici verso Lagole, avido delle sue ricchezze, ma doveva prima mandar via il taglialegna, per poter avere campo libero.

Entrato in possesso delle preziose chiavi e dunque del potere che gli occorreva per contrastare le Fate, chiamò a raccolta i cacciatori per uccidere ogni animale di Lagole, i taglialegna per abbattere tutti gli alberi ed infine anche i minatori, per estrarre dalle rocce ogni tipo di minerale e pietre preziose che se ne potesse ricavare. Ma, appena questi mercenari senza scrupoli tentarono di mettere in atto i loro piani scellerati, dalle chiavi della ricchezza e del potere scaturì un’enorme nuvola nera che fece calare le tenebre su tutta Lagole.

Subito il taglialegna e la figlia si accorsero dell’accaduto, accertarono che il cofanetto non c’era più e, non sapendo cosa fare, si recarono dalla Fata del Lago per portarla a conoscenza della grave situazione in cui erano precipitati.


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«Signora Fata» esordì l’uomo prostrato «siamo qui per chiederti aiuto. Qualcuno si è introdotto nella nostra capanna, ha rubato il cofanetto e lo ha adoperato per i suoi scopi malvagi. Le tenebre stanno offuscando le vallate, gli animali stanno morendo, così come gli abitanti dei villaggi vicini e noi non abbiamo alcun potere per intervenire.»

«Caro Bernardo» disse dolcemente la Fata «non è stata colpa tua, ma dell’avidità e della malvagità di Guastatutto, per cui ti aiuterò a risolvere la situazione, non temere. Convocherò tutte le Fate del Regno, che riporteranno questi luoghi al loro originario splendore, ed io invece mi occuperò personalmente di Guastatutto, lo bandirò dalle montagne e lo confinerò in un luogo dove non potrà più nuocere a nessuno.»

In men che non si dica, migliaia di piccoli cerchi luminosi riempirono l’aria e, insieme al taglialegna e alla figlia, si diressero verso i boschi distrutti.

StellaAlpina e Bernardo aiutarono gli animali a ripristinare le loro casette demolite dai cacciatori, e gli animali, in segno di ringraziamento, aiutarono il taglialegna e la figlia a ricostruire il villaggio distrutto.

Le Fate fecero cadere la loro polvere magica su quei boschi abbattuti, da cui spuntarono esili germogli che crebbero e crebbero, finché il bosco non tornò ad essere rigoglioso come un tempo. Dal canto suo, come promesso la Regina delle Fate si occupò di scovare Guastatutto, che nel frattempo si stava preparando a fuggire, al fine di non pagare le conseguenze delle sue perfide ed egoistiche azioni.

Dopo averlo trovato, con un incantesimo la Fata lo sollevò in aria facendolo roteare velocemente su se stesso, e Guastatutto fu trasformato in un imponente albero dai rami nodosi e dal tronco cavo. Ora non poteva più arrecare danno ad anima viva, anzi, il suo tronco cavo avrebbe dato riparo per la notte a tanti uccellini ed animaletti indifesi.

Così, proprio Guastatutto, che aveva trascorso la sua vita sfruttando e danneggiando la Natura, adesso ne diventava servo e parte integrante.

Lunghi e faticosi furono gli anni di lavoro che servirono per riportare il paese alla normalità, ma quando tutto fu tornato al suo posto il paesello era più bello e armonioso di prima.

Il taglialegna e la sua adorata figlia ritornarono alla propria dimora, con il cuore colmo di soddisfazione per aver salvato quei luoghi magnifici e incantati, luoghi in cui, ancora oggi, echeggia la dolce musica delle Fate…


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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