LA RINASCITA DEL BOSCO INCANTATO di Letizia Sbaiz

È giunta quasi l’ora, la notte del Solstizio d’Estate sta per giungere e lo Gnomo Fuocaio si prepara per il viaggio verso la casa di Gianpietro, con lo zaino in spalla, polvere magica quanto basta e tanta speranza nel cuore. La casa della famiglia di Gianpietro si trova dall’altra parte del Bosco, a circa cinque chilometri, è una casa grandissima (certo che se pensiamo a quale sia l’altezza di uno Gnomo, allo Gnomo Fuocaio dev’essere sembrata gigantesca!), circondata da un vasto giardino molto ben curato, con splendidi esemplari di piante, alberi e cespugli multicolori.

“Chissà quanti giardinieri lavorano in questo posto, serve un lavoro davvero sopraffino per mantenere intatto un giardino del genere!” riflette incantato lo Gnomo Fuocaio, ma amareggiato si dice: «Non posso credere che tanta bellezza nasconda anche tanta crudeltà…!»

Quando lo Gnomo Fuocaio arriva davanti alla finestra è mezzanotte, e lo splendore della Luna crea una vastità di luce che si diffonde fino al letto del piccolo Umano. Il luminoso candore della Luna sveglia Gianpietro, che si accorge immediatamente della presenza dello Gnomo.

Dapprima si stropiccia i suoi occhietti verdi pensando di vivere un sogno, ma appena realizza quanto sta succedendo apre la bocca sbalordito, pronto ad urlare a squarciagola per lo spavento.

Senza attendere lo Gnomo Fuocaio, direttamente dal suo zaino, estrae una manciata di polvere magica e la lancia dritta su Gianpietro per abbassargli prontamente il tono di voce, altrimenti lo udirebbero nell’intero vicinato. Sicché, il bimbo si ritrova ad urlare senza emanare alcun suono.

Lo Gnomo Fuocaio si fa forza e si presenta al bambino, il quale continua a fissare lo Gnomo strofinandosi ancora gli occhi per lo stupore.

«Ciao, Gianpietro, io sono lo Gnomo Fuocaio e…»

Gianpietro, che nel frattempo ha riacquistato la facoltà di parlare, lo interrompe dicendo: «Ma tu sei uno Gnomo! Allora è vero che esistete, l’ho sempre pensato ma non sono mai stato creduto, specialmente dalla mia famiglia, invece i miei amici mi credono! Noi crediamo nell’esistenza delle creature come te… ma esistono anche le Fate, i Folletti, e le altre creature magiche? Insomma, è proprio vero che la Magia esiste?»

«Ma certo, Gianpietro, la Magia esiste ed è qualcosa di meraviglioso, che riempie l’animo di chi la sa usare. La Magia consente di guardare la realtà sotto aspetti sconosciuti, e la bellezza del mondo in cui viviamo diventa ancora più sensazionale.» Ma lo Gnomo arriva subito al dunque: «Sono venuto qui da te perché ho una missione da proporti, ed è della massima importanza. Disgraziatamente sono venuto a conoscenza che tuo padre e i suoi compagni hanno scoperto l’esistenza della Magia, e ne hanno così paura, la disprezzano a tal punto che se ne vogliono sbarazzare.»

«No, non è giusto, non devono farlo, no! Io lo so che il mio papà non ama tutto ciò che riguarda il mondo fantastico, lo detesta proprio, ma non pensavo sarebbe arrivato a tanto… Che cosa intende fare?» Gianpietro è disperato, non ha mai immaginato un simile comportamento da parte di suo padre.


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«Hanno deciso di recarsi nel Bosco Incantato e di raderlo al suolo, vogliono abbattere tutte le nostre piante preziose, scovare le abitazioni degli animali e distruggerle. Vogliono annientare il Bosco Incantato e cancellare così qualsiasi traccia della Magia… è spaventoso!»

«Ma io cosa posso fare? Voglio aiutarvi in ogni modo possibile» si offre Gianpietro con decisione.

«Tu dovrai essere il portavoce di un messaggio davvero importante, fondamentale per le sorti del Bosco Incantato, dovrai convincere tuo padre e i suoi compagni che il Bosco non si tocca e che la Magia è una cosa stupenda della quale non bisogna avere paura, anzi, consente di soddisfare qualsiasi desiderio e realizzare tutti i sogni. Chi crede nella Magia ha uno scopo in più per vivere» spiega con tanto amore lo Gnomo Fuocaio.

Così i due si salutano e si danno appuntamento per la mattina seguente, alla sorgente del Fiume Fantastico, dove gli Uomini si troveranno per dare inizio ai loro folli piani.

Il sole sorge e i nostri amici animali sono pronti a fronteggiare il nemico, oramai hanno trasformato il Bosco Incantato in una vera e propria fortezza, ma si sa che il potere del Male talvolta è talmente forte che trova l’impossibile pur di annientare il Bene.

Gli uomini rispettano le previsioni dello Gnomo Fuocaio e, a metà mattinata del 22 giugno, si presentano proprio alla sorgente del Bosco Incantato. Ognuno si è recato nel bosco con un mezzo di trasporto enorme, un automezzo così alto da oscurare il sole e da far appassire metà delle rose arcobaleno, con delle motoseghe, seghe circolari e tutto ciò che occorre per disboscare una meraviglia del genere.

Ad un certo momento però il loro avanzare si blocca, in quanto tutti rimangono abbagliati dallo spettacolo che hanno di fronte. Nessuno di loro ha potuto pensare di ritrovarsi dinanzi a cascate limpidissime e trasparenti, a rose che cambiano colore con la luce, a piante rigogliose delle specie mai conosciute, a focolari viventi, a nuvole in trepidante attesa. Insomma un sogno.

«Questo è uno spettacolo che unicamente Madre Natura può creare» ammette il capo del gruppo, il papà di Gianpietro.

«Madre Natura assieme alle creature magiche, papà!» Gianpietro sbuca all’improvviso da dietro una siepe. Nessuno, nemmeno le creature del bosco si sono accorte della sua presenza, tanto catturate che sono state dall’imponenza dei mezzi degli Uomini.

«Gianpietro, che ci fai qui? Non è un posto per bambini, come hai fatto a scoprire questo luogo?» L’uomo rimane colpito dalla presenza del figlio.

«Io, papà, ho sempre creduto nella Magia, invece tu e la mamma non mi avete mai sostenuto, pensavate che fosse solamente frutto della mia fantasia, ma come vedi non è affatto così!» Il nostro amico sembra seriamente deciso a sostenere la missione promessa allo Gnomo Fuocaio.

Il padre rimane attonito di fronte a quelle parole e, deciso a capire il comportamento del bimbo gli chiede: «Perché credi così tanto nella Magia, a cosa ti serve?»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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