LA RADURA DELLA LUCE E LE OMBRE DEL REGNO DI ERS di Maria Emanuela Fiori

«Conosciamo la Profezia scritta nel Grande Albero di Nem, che narra il destino che attende Ers. La Fata Nera soccomberà sotto il peso di tutto il male che ha causato, e nell’attimo in cui la Prescelta la guarderà negli occhi riuscendo a vedere le sue pupille, la annienterà» si fa avanti Amior. «Nessuno conosce l’identità della prescelta, ma Ers è convinta che Dilem possa rivelarglielo, è per questo che non la lascerà mai libera. Dobbiamo intervenire, non possiamo più lasciarla prigioniera perché Ers si accorgerà che Dilem non è in grado di darle questa rivelazione e la eliminerà.»

Amior lascia la parola a Galler, esponente di rilievo del Consiglio, Sacerdote dell’Ignoto, che appartiene alle Terre del Nord, confinanti con il Palazzo di Ghiaccio Nero: «Amici, ho fatto un lungo viaggio, accompagnato da coloro che mi sono fedeli per essere qui, oggi, e vi sosterrò nelle vostre decisioni fino in fondo. Comprendo la gravità della situazione, e sono favorevole ad appoggiare un provvedimento contro Ers, il cui male sta dilaniando le Terre del Nord. Sappiamo che Ers ha le sembianze e le dimensioni di una donna umana, come le Fate della Luce, ma che non ha mai posseduto alcun pigmento nelle sue chiome, il suo sguardo è vuoto, privo di pupille che potranno essere viste solo dalla Prescelta. Nessuno è riuscito mai ad incontrarla, Ers si nasconde, è a conoscenza della Profezia e non vuole soccombere al suo destino. Il Bene Supremo è integro in molti di noi, e rappresenta la nostra unica possibilità di sopravvivere allo scontro finale, che temo non potrà che avere luogo da qui a poco.» Galler s’inchina per concludere e si risiede, avvolto dalla brezza che si è fatta più forte e che muove il suo cappuccio, lasciando intravedere i molteplici tatuaggi runici che gli percorrono il collo sino alla nuca.

Deste si alza nuovamente in piedi, prendendo ancora la parola: «Consiglio dei Fondatori, come Sacerdotessa delle Fate della Radura, non posso ignorare la volontà che affiora da ciascuno di voi, esponenti eletti, di voler intervenire contro le Forze del Male che stanno annientando il nostro mondo e, ahimè, devo approvare l’attacco al Palazzo di Ghiaccio Nero. Decreto che al più presto siano preparate le nostre risorse, armandoci per difenderci dal Male che ci opprime.» Deste esprime la decisione finale con voce commossa e porge, ad ognuno dei consiglieri, la pergamena col sigillo che delibera l’intervento armato.

Ogni consigliere preme il palmo della propria mano sinistra lasciandone l’impronta, dopo averla posta sopra della polvere di Unicorno argentata, che designa i decreti dei documenti ufficiali: il Consiglio dei Fondatori ha dunque deliberato all’unanimità che l’esercito debba attraversare le catene montuose oltre il Mare di Giada, e sorprendere le Forze dell’Oscurità nel Palazzo di Ghiaccio Nero.

L’esercito è composto dagli Arrampicatori che posseggono mani di gigantesche dimensioni, e piedi prensili che consentono loro di percorrere agevolmente le valli montuose.

Alcune delle figlie di Deste, le Fate Ramate della Radura, hanno scelto di unirsi all’esercito: le chiome ramate dei loro capelli non splendono più, i loro riflessi nella semioscurità sono inesistenti, queste Fate hanno tagliato le loro chiome e non possiedono più il dono dell’incorruttibilità dei sentimenti, ma possono riuscire a sentire un istinto che le guida attraverso la paura e le allerta dai pericoli. Sono state affidate da Deste agli Unicorni che le proteggeranno, mentre gli Elfi possiedono ingegno, archi e frecce, potenti armi contro chiunque minacci l’esercito della Radura.

Galler ha disposto che i migliori Combattenti delle Terre del Nord a lui fedeli, scortino l’esercito della Radura durante il viaggio lungo tre giorni, per evitare i pericoli maggiori. Sakkam, dalle sembianze di un Umano, come tutti i Combattenti delle Terre del Nord, scorta Maell, una delle Fate Ramate, e il suo Guardiano, a partire dal secondo giorno dall’inizio del viaggio.

«Mi chiamo Maell, sono una Fata della Luce ed egli è Duer, il mio Guardiano che tiene in braccio, proteggendola, nostra figlia Maron, che ha il tempo di due anni. Noi Fate non possiamo separarci dalle nostre figlie prima che abbiano raggiunto il terzo anno di vita» spiega Maell a Sakkam, avendolo incontrato per la prima volta.

«Noto che, a differenza delle altre Fate, non ti sei privata della tua chioma ramata» sottolinea il Combattente stupito.

«Nella nostra chioma ramata sono conservate le doti che fanno di noi Fate delle creature speciali, per supplire alla privazione delle ali voluta da Nem, all’origine dei tempi: egli desiderava che noi Fate ci potessimo confondere con le donne umane senza essere riconosciute, e raggiungere la loro dimensione per cantare delle ninne nanne ai loro figli, nelle notti estive di plenilunio, al fine di stabilire un’armonia universale tra i due mondi. Per le figlie di Deste, la nostra Sacerdotessa, è stabilito un tempo di sedici inverni, nei quali la maturità delle Fate cresce per giungere a possedere piene capacità nella cerimonia celebrata ogni anno: due anni fa avrei dovuto partecipare alla Cerimonia di Irrigazione delle nuove nate, che vengono riunite intorno alla grande quercia, l’Albero di Nem, dove le loro chiome vengono irrigate con l’acqua della foce del Mare di Giada, ma non abbiamo più abbastanza acqua proveniente dalla foce e non possiamo istituire la Cerimonia, a noi sacra, di Irrigazione dello Spirito di Nem alle nuove Fate.» Maell continua a raccontare, intanto che si sistemano per riposare durante la notte: «I Guardiani delle Fate crescono come dei lottatori fin da piccoli. A ciascuna Fata viene affidato il proprio protettore, un anno prima della Cerimonia di Irrigazione, su indicazione dello Spirito di Nem, durante il giorno del Solstizio d’Estate, ed egli vive in simbiosi con lei per tutta la vita.»


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«Adesso possiamo dormire tranquilli, la zona è sicura» assicura Sakkam a Maell, usando un tono di voce molto basso.

«Perché avete tutti questi tatuaggi sul corpo?» chiede Maell incuriosita, mentre Sakkam sta iniziando ad addormentarsi.

«Quando le Terre del Nord sono diventate il dominio di Ers, una numerosa parte della nostra legione ha deciso di tatuarsi i simboli della nostra antica lingua, per non dimenticare le nostre origini e combattere per riappropriarcene. Adesso dormi» la esorta Sakkam, chiudendosi il viso nel cappuccio per ripararsi dal freddo.

Il mattino arriva presto, si rimettono tutti in cammino, e la notte del giorno seguente giungono al Palazzo di Ghiaccio Nero, una struttura di smisurate dimensioni che riflette il ghiaccio e il buio.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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