LA PRINCIPESSA CARLOTTA E LA FATA DEL SONNO di Sebastiano Plutino

Ogni sera, dopo aver cenato insieme con papà Allone e mamma Elisena, nonna Isadora accompagnava Carlotta nelle sue stanze, dove le ancelle provvedevano a preparare la Principessa per la notte: nonna Isadora doveva essere presente perché Carlotta non aveva mai voglia di addormentarsi. Così, era ormai consuetudine che, una volta che le ancelle avevano provveduto a spazzolarle i capelli e fatta la toeletta per la notte, si allontanassero dalle stanze lasciando a nonna Isadora il compito di far addormentare la nipotina.

Carlotta si sistemava tra le lenzuola di seta rosa pallido, la testolina sul morbido guanciale merlettato ma… con gli occhi ben aperti in attesa di colloquiare ancora con la nonna. Un sorrisetto sardonico le ornava il viso paffuto come a dire: E adesso fammi addormentare se ci riesci!

Nonna Isadora iniziava con l’esporre alla nipotina che, dopo le giornate impegnative che normalmente trascorrevano insieme, era necessario recuperare le forze per poter intraprendere l’indomani un’altra avventura. La risposta di Carlotta era sempre uguale: «Ma, nonna, non è certo colpa mia… come faccio a dormire se non ho sonno? Se una cosa non ce l’ho, non ce l’ho.» E scoppiava in una sonora risata.

Alle sue parole, Isadora rispondeva in tal guisa: «Carlotta cara, principessa del mio cuore, se una cosa non l’hai cercheremo di trovarla. Che ne pensi di chiedere aiuto alla Fatina del Sonno? Lei certamente ci aiuterà, e tu potrai avere ciò che non hai.»

«Avanti, prova, tanto so bene che il sonno non l’avrò!» la sfidava pestifera.

«Cominciamo con il chiamare la Fatina del Sonno, tentiamo di capire dove possa essere. Sai, Carlotta, lei non è mai nello stesso posto, son tanti i bimbi che non vogliono o non sanno addormentarsi, e allora chiedono il suo intervento.»

La Principessa Carlotta seguiva con gli occhietti attenti le parole della nonna mentre il sorrisetto birichino si trasformava in sorriso amabile. Fissava la nonna negli occhi, azzurri come i suoi, sapeva che quanto le diceva era ognor per il suo bene.

«Fatina del Sonno, sei per caso nella grotta sulla collina?» chiedeva la nonna tenendo la manina della bimba tra le sue.

«Lo vedi, non risponde, non posso dormire se non ho sonno…» insisteva seppur a stento.

«Fatina del Sonno, forse sei tra le stanze del castello? Adesso io e Carlotta ti cercheremo, penseremo in quale stanza tu possa essere…» La voce di nonna Isadora si faceva dolce e persuasiva, intanto che una carezza sfiorava il viso di Carlotta. «Dài, mia bella principessa, pensa anche tu, chiedi anche tu, sottovoce, alla Fatina del Sonno dove si trova.»


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«Fatina, dimmi dove sei…» sussurrava Carlotta coprendosi la bocca aperta in uno sbadiglio.

«Sarà forse nella stanza accanto e sta per venire qui da te, sta portandoti il sonno ristoratore. Insieme al sonno ti regalerà tantissimi sogni, i sogni che desideri, quelli che renderanno sempre più bella la tua vita, principessa.»

«Sì…» mugugnava Carlotta ormai quasi addormentata. «Mi sembra proprio che stia arrivando.» Nel frattempo le palpebre le si chiudevano, la testolina si rilassava sul soffice cuscino mentre le labbra disegnavano un tenue sorriso sul suo viso dolce e rilassato.

Così ogni sera, nonna Isidora, tenendola per mano accompagnava la Principessa Carlotta nei suoi sogni.

Passò un po’ di tempo e un bel giorno, appena sveglia, colta da un’improvvisa illuminazione Carlotta scese dal letto e di gran corsa si recò nella stanza di nonna Isidora. «Nonna, nonna, aprimi… devo dirti una cosa importante! Ho capito chi è la Fatina del Sonno!»

Isidora, ancora assonnata, le aprì chiedendole: «Ma, Carlotta, che succede?»

«Nonna, ho scoperto chi è la Fatina del Sonno! Sei tu! Sei tu…» ripeteva abbracciandola tanto calorosamente. «Soltanto tu potresti regalarmi tutti quei bei sogni, me li hai regalati e me li regali prendendoli dal tuo tesoro, dallo scrigno della tua vita, li condisci con l’Amore e me li doni. Grazie, nonna, grazie per quello che mi hai dato, che mi dài e che mi darai.»

Si abbracciarono come non mai, con i visi solcati da lacrime di gioia, e si misero a correre per i lunghi corridoi del castello, felici di trovarsi e ritrovarsi giorno dopo giorno.

Aveva proprio ragione la Principessa Carlotta, la sua Fata del Sonno era davvero nonna Isadora. La Fata che, come tutti i nonni, aiuta a sognare e a far sì che, tutti i sogni, possano diventare realtà…


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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