LA FATA DELL’AMETISTA di Bianca Settecasi

Al di là del giardino, proprio in quell’istante Giada sta esultando con le altre Fatine, mentre racconta di aver aiutato Gioia a superare una delle grandi prove imposte dai Saggi.

«Che bello!» gioisce Blanche battendo energica le sue aggraziate manine. «Allora possiamo ritornare tutti nel Bosco Fatato?»

«Non ancora, Blanche» dissente lei sospirosamente. «Gioia e Quinlan hanno ancora tante prove da superare e tanto da donare agli altri, prima di poter recuperare la memoria e tornare a casa.»

«Blanche, se ci pensi, in fondo qui sulla Terra non si sta così male» interviene Grania facendo spallucce.

«No, non si sta male» ammette Blanche. «Ma è che… insomma… io vorrei tanto sposarmi con Phelan, sono stufa di aspettare e…» Ma viene improvvisamente interrotta dalla voce affannata di Kevin, che giungendo da lontano, saltando frenetico strepita alle Fatine: «Allarme, allarme! Fiocco e Cleopatra hanno visto gli Gnomi di Re Darragh che si stavano avvicinando alla Principessa Aine per rubarle il ciondolo di quarzo ialino. Li hanno subito inseguiti ma non sono ancora ritornati, spero che li catturino e che al loro rientro abbiano gli Gnomi in bocca!»

Giungono anche Phelan e Shaun che, avvisati dal loro amico scarabeo che vigila nella zona ombrosa del giardino, si uniscono al gruppo e tutti insieme si mettono ad escogitare un piano di difesa.

«Ho un’idea» si fa avanti Giada. «La Fatina Lulù ha il ciondolo di acquamarina che, unito a quello della Principessa Aine, moltiplicherà i nostri poteri. Lo so perché io ero presente il giorno in cui il Mago Alfa li ha consegnati ad entrambe, prima che venissero inviate sulla Terra.»

«Bell’idea, Giada» si congratula Kevin annuendo. «Ma dove troviamo la Fatina Lulù?»

«È l’altra nipotina di Stella» gli illustra la Fatina. «Dobbiamo solamente far incontrare le due cuginette, poi sapranno loro cosa devono fare. Anche se non hanno i ricordi del Bosco Fatato, i ciondoli le guideranno.»

Kevin riflette un attimo sul da farsi. «Va bene, manderemo Mister Gufetto da lei.» E si rivolge a Grania: «Per favore, prepara un sacchetto con polvere magica, così Mister Gufetto la userà sulla bambina. Giada, come si chiama qui sulla Terra la Fatina Lulù?»


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«Ludovica» risponde prontamente Giada.

Phelan, allora, l’unico che riesce ad emettere il verso del Gufo, prova a chiamarlo e, dopo pochi istanti, si sente un battito d’ali intenso, le foglie si muovono, il vento accarezza i visi delle Fatine e dei Folletti.

Mister Gufetto atterra ai loro piedi allargando un’ala, e inchinandosi domanda: «Mie care Fatine e cari Folletti, come posso aiutarvi?»

Alzando il collo e lo sguardo per parlargli, Kevin gli spiega cosa sta succedendo e gli dà istruzioni riguardo alla consegna della polvere magica. «Ti è tutto chiaro, Mister Gufetto?»

«Sì, sì, tutto chiaro. Quando la Fatina Lulù dormirà le spargerò sui capelli e sul viso la polvere magica, così durante la notte lei sognerà di stare con la cuginetta, canteranno insieme una canzoncina piena di parole magiche che soltanto loro conoscono e i ciondoli si attiveranno, perciò se arriveranno Rogan e gli Gnomi, voi avrete più poteri e riuscirete a tenerli lontani dalla Fata dell’Ametista e da Quinlan.»

«Bravo, hai sintetizzato tutto al meglio» lo loda Kevin con un sorriso. 

Nell’attesa che Mister Gufetto torni dalla missione affidatagli, le Fatine entrano nella loro casina, nascosta dentro una fessura del Tronchetto della Felicità, che si trova nel giardino di Stella e Lio. Aprono il loro baule magico e prendono il Librone Antico per cercare una formula che le metterà in contatto con il Mago Alfa, giacché è assolutamente necessario il suo aiuto.

Il Mago Alfa è impegnato nella sua lezione sulle erbe magiche, quando in lontananza ode delle parole ben conosciute che esclusivamente alcune Fate del Bosco Fatato possono conoscere. Tace, si scusa con i suoi allievi ed esce frettolosamente dalla Grotta Blu, la grotta degli addestramenti magici. Fa un profondo respiro chiudendo gli occhi e avvicina il pollice, l’indice e il medio alle tempie, con ambedue le mani ed entra in contatto.

La Fata degli Smeraldi, la Fata della Madreperla e la Fata del Corallo, chiedono il suo aiuto per proteggere la Fata dell’Ametista, dicendogli che devono essere attivati i talismani della Principessa Aine e della Fatina Lulù al più presto. Il Mago Alfa riapre gli occhi e, toccando il suo Talismano costellato di diamanti, che rappresenta una Croce Celtica, si lancia di corsa per spiccare il volo diventando un’aquila, affiancato dai falchi, i suoi apprendisti. Arrivati ai piedi della Cascata della Forza, si tuffano immediatamente nell’acqua per passare dal Bosco Fatato alla Terra.

Poche lune, e la missione viene compiuta.

È mattino, e Stella pian piano dischiude le palpebre, tuttavia non riesce a vedere distintamente, avverte una voce familiare che delicatamente le sussurra: «Stellina, bentornata…»

Lei cerca di mettere a fuoco l’immagine sbiadita, sbattendo le palpebre più volte. Poco a poco si rende conto di essere a letto, ma ancora non capisce il perché. L’immagine si fa più nitida, ed ecco che appare il volto amato di Lio che le sorride e le tiene una mano.

«Amore, ma dove sono?» bisbiglia spaesata.

«Sei in ospedale, ma domani ce ne torniamo a casa» la conforta Lio con dolcezza e, allo sguardo interrogativo di lei, chiarisce: «Hai appena finito l’intervento ed è andata bene, sono venuti tutti a trovarti ma dormivi profondamente e non abbiamo voluto svegliarti. Giuly e Ludovica ti hanno anche lasciato un regalino.»

Stella incomincia man mano a riprendere lucidità. «Lio, ho fatto un sogno bellissimo… c’erano le Fate, i Folletti, ed io e te appartenevamo al Mondo del Bosco Incantato, però eravamo sulla Terra per superare delle prove e poi…»

«Sst…» fa Lio sorridendole. «Domani me lo racconterai, riposati ancora.» E, per distrarla, le mostra i regalini delle nipotine.

Stella spacchetta i doni e, alcuni secondi dopo, strabuzza sconcertata gli occhi, nel momento in cui riconosce i due oggetti che le bambine le hanno regalato: un quarzo ialino ed un’acquamarina.

D’improvviso entra un medico nella stanza. «Finalmente la dormigliona si è svegliata. Come si sente, Stella?»

«Bene, grazie, solo un po’ stordita.» Lo guarda come se avesse qualcosa di familiare, ma lì per lì non gli dà peso, essendo altro ciò che le interessa al momento. «Quando posso tornare a casa?»

«Se oggi le cose andranno come credo, anche domani» comunica il dottore che, con un amichevole sorriso, saluta ed esce dalla camera.

Stella lancia un’occhiata al tesserino del medico e legge Dott. Alberto ALFA, mentre un raggio di sole fa splendere i piccoli diamanti incastonati nella Croce Celtica che l’uomo porta appesa al collo.

Una sensazione strana la pervade, inconsultamente si volta verso la finestra ed incrocia lo sguardo di un gufetto, che le fa un occhiolino e vola via, piroettando nel cielo come se stesse per entrare attraverso una porta, la porta del Bosco Incantato.


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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