LA FATA DELL’AMETISTA di Bianca Settecasi

Quinlan mi fa scendere su un bocciolo di rosa e con un ennesimo sorriso afferma: «Abbiamo quasi vinto. Divertita?»

Vorrei dirgli che non mi sono divertita per niente, che voglio andar via e che non mi fa mai parlare, eppure non riesco a spiccicare una parola. Rimango come una stupida a fissare i suoi occhi… nocciola, verdi, cambiano colore, com’è possibile? Inspiro profondamente, chiudo un attimo gli occhi e faccio vibrare freneticamente le mie ali, quando sento Quinlan che mi grida: «Perché vai via?»

Tenta di riprendermi utilizzando un po’ di polvere magica di Giada ma, mentre sta per sistemare il suo braccio intorno alla mia vita, riesco ad ingrandire le mie ali per volare ancora più in alto. Da rosa sono diventate lilla e blu, ogni volta che sono spaventata o particolarmente agitata assumono questi colori.

Volo, volo sempre più lontano e raggiungo un prato immenso, verde intenso, con tanti fiori. Mi fermo nell’istante in cui capisco che non corro più alcun pericolo. Mi lascio andare su una foglia grande, morbida, che mi riveste e mi protegge da sguardi indiscreti, devo capire cosa mi è successo.

Che stupida sono stata… perché fuggire in quel modo e non avere il coraggio di parlare? Chi è Quinlan?

(Esprimi gratitudine e riceverai più cose nella tua vita)

Seduto in silenzio su una delle belle foglie della sua pianta preferita, la cannella regina, Quinlan riflette mentre mastica una bacca di cannella: “Perché è andata via? Come farò a trovarla? Devo farlo prima che me la portino via.”

«Quinlan, Quinlan, dove sei?» Le voci degli altri lo risvegliano dalle sue riflessioni.

Shaun lo riesce ad individuare e con tre salti lo raggiunge. «Quinlan, cosa hai fatto? Ci siamo preoccupati, eravamo tutti insieme a giocare e poi tu e Gioia siete spariti. A proposito, dov’è Gioia?»

«Me lo sto chiedendo anche io.» Quinlan sospira. «Shaun, ho trovato la mia Fata e me la sono lasciata sfuggire, non so cosa ho fatto di sbagliato, ma è volata via e nonostante io abbia corso più in fretta che potevo, non sono riuscito a raggiungerla.»


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Nel frattempo arrivano anche Giada, Kevin, Blanche, Phelan e Grania.

«Cosa è successo?» domanda Blanche incuriosita dal contesto.

«Gioia se n’è andata» fa Shaun per riportarle la notizia.

«Oh, peccato! Sembrava timida, forse se ne è andata per questo» considera Giada con un’alzata di spalle.

«Ha ragione Giada» conferma Blanche. «Quinlan, come al solito sei sempre precipitoso, non le hai neanche dato la possibilità di farti conoscere. Presentarti con tanta leggerezza, prenderla per mano e farla subito giocare con te, con noi… come hai potuto sperare che restasse?» Le ali di Blanche sbattono usando lo stesso ritmo con cui lei sta bacchettando Quinlan, che rimane in ascolto, lanciando la bacca di cannella con fare stizzoso.

«Ok, ok, ho sbagliato ma io sono fatto così, non pensavo di dover fare o dire altro. Giocare è divertente…»

Le Fatine mostrano il loro disappunto e Kevin interviene: «Quinlan, le nostre amiche non hanno torto. Anche se siamo diversi, non dobbiamo spaventarle, altrimenti le Fate volano via. Se io avessi fatto come te, Giada non mi avrebbe neanche parlato, giusto, Giada?»

Giada traccia un segno d’assenso. «Certamente. Devi imparare a capire le Fate, a corteggiare, ad essere paziente e a manifestare le tue emozioni con calma rasserenante, rispettando la Fata che è entrata nel tuo cuore, per far sì che si fidi di te e apra il suo cuore al tuo.»

«Avete ragione, avete ragione… sono stato uno sciocco.» Gli occhi sono imploranti. «Aiutatemi a ritrovarla, so che è lei la mia Fata, devo dirglielo, devo spiegarle cosa succede… lei non sa queste cose. Ho fatto un pasticcio.»

«Quinlan, ti aiuteremo» lo rassicura Kevin. «Cosa vuoi che facciamo?»

«Veloci, allora, altrimenti verrà inviata sulla Terra dai Saggi e, come sapete, lì non c’è la magia. Chi di noi viene mandato a fare un’esperienza sulla Terra dimentica chi era e deve vivere da Umano, fino a quando non supera tutte le prove che decidono i Saggi, e se non rimedio immediatamente potrà accadere anche a Gioia.» Quinlan sospira concitato. «Shaun e Grania, andate ad Ovest e chiedete a tutti i coleotteri che incontrate se l’hanno vista passare. Phelan e Blanche, andate verso quella montagna laggiù, ed io, Kevin e Giada andremo a Sud. Ci devono essere tracce di Polvere di Fata, inoltre potreste trovare anche dei trifogli in giro, posati sui fiori o sulle foglie o sull’erba. Gioia forse non lo sa ancora, ma se una Fata si spaventa per amore, il suo battito d’ali li crea e si vanno a posare ovunque lei passi. Chi la trova deve darle una rosa magica, ma non datele quella rossa, quella gliela darò io. Per avvisare gli altri, cari amici Folletti, qualora la trovaste prima di me, mettetevi a danzare, il rumore delle vostre scarpe magiche verrà udito ovunque, ma state attenti a danzare solamente per cinque minuti, altrimenti i Saggi vi scopriranno e passeremo un brutto quarto d’ora…»

Giada si fa avanti con un adeguato consiglio: «Quinlan, per non correre il rischio è meglio che noi Fatine comunichiamo attraverso la telepatia, ci basta trovare un momento di raccoglimento. Soltanto il Mago Alfa potrebbe udire i nostri pensieri, ma non penso ci possa ostacolare, anche se è estremamente duro e inflessibile quando si tratta delle Leggi dei Saggi. In questo periodo dell’anno è nella Grotta Blu ad addestrare i nuovi apprendisti Maghi, è molto occupato e magari non si accorgerà del guaio che hai combinato.»

«Va bene, allora comunicheremo tramite il pensiero, ricorreremo alla danza solo in caso estremo» decide Quinlan con un cenno volitivo del capo.

Shaun prende sulle spalle Grania ed incomincia a correre, saltando da una pianta all’altra. Grania osserva dappertutto per verificare se ci sono tracce di polvere magica o trifoglio. Corrono sull’erba, chiedono a tutte le coccinelle che incontrano ma nulla, di Gioia nemmeno l’ombra.

Intanto Phelan e Blanche si dirigono verso la montagna saltando su tutti gli alberi che incrociano, e controllano minuziosamente se intorno a loro ci sono eventuali tracce di polvere magica e trifoglio. Il tempo stringe e la ricerca si fa sempre più affannata.

«Phelan» lo interpella Blanche ansiosa. «Se non la troviamo, i Saggi spediranno anche Quinlan sulla Terra, vero?»

Phelan non risponde e continua a correre per ispezionare dappertutto. Poi se la carica sulle spalle, ma prima le dà un lesto bacio per tranquillizzarla. «Andrà bene, non preoccuparti.»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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