LA FABBRICA DEI SOGNI di Maria Letizia Amato

Qual è lo scopo della mia vita?  Vi siete mai posti questa domanda? Tale è l’interrogativo che mi assillava spesso, prima che un’esperienza assolutamente unica mi fornisse la risposta.

Mi presento: il mio nome è Maria Letizia e sono una ragazza universitaria di vent’anni, con la passione per le lingue e le culture differenti dalla mia. Trascorro la maggior parte del mio tempo sui libri; l’unico svago è la mia immaginazione.

Quando sono particolarmente stanca, mi piace far vagare libera la mente e credere che, da qualche parte nel mondo, esista un Regno Incantato popolato da Fate, Maghi, Folletti e tutte le creature fantastiche di cui ho sentito parlare nei libri di Fiabe.

Una sera di qualche mese fa, mi misi a letto con il solito interrogativo che mi martellava in testa e non voleva saperne di smettere. Come tutte le sere, indossai il pigiama e mi lasciai sprofondare sotto il piumone, coccolata dal suo soffice calore.

Ero sul punto di addormentarmi, quando avvertii dei leggiadri colpetti al vetro della finestra. Mi drizzai a sedere sul letto per individuare cos’avesse prodotto quel rumore e, sgranando gli occhi per lo stupore, scorsi una minuscola creatura che bussava per richiamare la mia attenzione: era una Fata!

All’improvviso la magica creaturina parlò: «Ma, insomma, cosa fai lì impalata? Ti decidi ad aprire la finestra, così che io possa entrare? Fa freddo qui fuori!»

Non riuscivo a crederci, ero in grado di capire il linguaggio delle Fate. Che cosa meravigliosa! Scesi dal letto e mi precipitai ad aprire la finestra, potendo così vedere la Fata da vicino.

Era bellissima! Aveva capelli castani di un ramato brillante, occhi dal verde cangiante, e indossava un grazioso vestitino di opalescenti tulle rosa. Le sue ali erano trasparenti, ed espandevano attorno a quell’etereo corpicino una serica polverina tutta luccicante e guizzante.

Appena il passaggio fu libero, la Fata volò scattante dentro la mia camera. Sembrava piuttosto eccitata e ad un tratto esordì: «Allora è qui che vive la nostra salvatrice, finalmente l’ho trovata. Che emozione!»

Salvatrice? Non capivo. Tutto questo non aveva senso, come potevo essere io la salvatrice di qualcuno? Non sono altro che una ragazza normale con una vita normale, anzi, banale.


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Frastornata, chiesi spiegazioni: «Perché mi chiami salvatrice? E soprattutto, cosa ci fai qui, a casa mia?»

«Calma!» m’ingiunse trillante la Fata. «Adesso ti spiegherò con cura il motivo della mia venuta.»

Drizzò le spalline vibranti e principiò: «Io sono Maira, Fata dei Fiori, e provengo da Dreamland, una Terra immersa nella Natura dove vivono tutte le creature delle Fiabe e dove nascono i sogni dei bambini. Questa caratteristica le ha dato il nome, infatti al centro dell’isola c’è una speciale fabbrica grazie alla quale noi Fate diamo origine ai sogni; abbiamo però una regola da rispettare, possiamo creare solamente i sogni dei bambini che credono in noi. Nei sogni che creiamo, diamo loro la possibilità di visitare la nostra isola e poi, con un incantesimo finale di teletrasporto, li riportiamo nei loro lettini. Tuttavia, non appena essi crescono, abitualmente smettono di credere nelle Fate e noi perdiamo qualunque potere su di loro dacché, disgraziatamente, noi creature delle Fiabe rimaniamo in vita finché ci sono bambini che confidano nella nostra esistenza, anzi, nasce una Fata ogni volta che uno di loro inizia a credere nel Mondo Fatato. Per buona fortuna, ancora oggi ci sono moltissimi bambini che lo fanno, quanti sono gli adulti che ormai non ci credono più. Ora però la nostra vita è in pericolo perché Zirconia, una Fata malvagia con la smania di crudeltà e potere, vuole eliminare la gioia presente nella nostra isola, trasformandola in un luogo freddo e desolato; per concludere il suo piano è disposta a tutto, persino a sacrificare le nostre vite, vuole distruggerci e per riuscirci sta cancellando la gioia dal cuore dei bimbi, i quali incominciano a non essere più sicuri di noi. Sta acquisendo sempre più potere su di loro che, soggiogati dai suoi perfidi sortilegi, vivono ogni notte degli orrendi incubi, e noi man mano stiamo svanendo dall’esistenza… Se qualcuno non la ferma, presto non ci saranno più bambini che credono nel Mondo delle Fiabe; le Fate, insieme con tutte le creature magiche, spariranno e…»

«Aspetta un attimo» la interruppi ma con garbo. «Io cosa c’entro con tutto questo?» Ero davvero molto confusa.

«Ci stavo arrivando, fammi finire! La popolazione del Mondo Fatato si sta decimando e purtroppo abbiamo perso anche la nostra Regina Madre. Costei, prima di scomparire, ci ha lasciato una profezia in cui si dice che sulla Terra degli Uomini vive una fanciulla dal cuore puro che, anche in età adulta, non ha smesso di credere nel nostro mondo. Dice che è lei la nostra salvatrice, l’unica in grado di sconfiggere il potere di Zirconia.»

Io la fissavo interdetta. «E sarebbe?»

Manifestamente irritata, la Fata rispose: «Non lo hai ancora capito? La fanciulla dal cuore puro che salverà gli abitanti di Dreamland sei tu! È per questa ragione che riesci a capire il linguaggio delle Fate. La Principessa delle Fate Laila, figlia della Regina, dopo essere salita al trono mi ha mandata da te, ha scelto me perché sono l’unica delle Fate rimaste ad essere già stata sulla Terra, per riportare i bambini alle loro case.»

«Io? No, non è possibile! Non sono nemmeno capace di far del male ad un insetto… come potrei sconfiggere una Fata malvagia tanto potente?» Che ero sbalordita è dire poco…

«Ci riuscirai di sicuro, le profezie della Regina Madre non sbagliano mai.»

«Come fai a sapere che sono proprio io?» insistei, ero ancora abbastanza scettica.

«Noi Fate sappiamo tutto di te, ti osserviamo fin da quando eri bambina. Sappiamo che ti chiami Maria Letizia, che ti piacciono le lingue straniere e che, quando sei stanca, pensi al nostro mondo.»

Non c’erano dubbi, stava parlando proprio di me!

«E come fate a sapere queste cose?» m’incuriosii a quel punto.

«Finché i bambini credono in noi, noi Fate possiamo osservare tutto quel che fanno direttamente dal nostro mondo attraverso speciali specchi magici, in quanto a ciascun bambino viene assegnato uno specchio, nel momento in cui inizia a credere nel Mondo delle Fiabe. Quando però diventano adulti e smettono di farlo, il loro specchio si spegne ed esso perde i suoi poteri magici, ritornando ad essere un comune specchio, così perdiamo qualsiasi contatto con loro. Con te però è stato diverso: tu, anche se sei cresciuta, non hai mai smesso di credere nel nostro mondo, pertanto il tuo specchio è ancora acceso e noi Fate siamo tuttora in contatto con te. Ora, dal giorno in cui Zirconia è diventata malvagia e ha deciso di concretizzare il suo piano, sempre più specchi si stanno spegnendo e questo significa che sempre meno bambini credono in noi. Perciò, quando anche l’ultimo specchio si spegnerà, il Popolo Magico svanirà e la malefica Fata sarà libera di trasformare Dreamland in un posto buio dove regna il Male. Ovviamente fermare Zirconia non sarà facile, è un’impresa rischiosa e per fronteggiarla occorre estremo coraggio, non posso obbligarti a rischiare la tua vita, se non te la senti. Se rifiuterai capirò, ma ti prego di accettare perché sei la nostra unica speranza!»

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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