IL PAPERO MAGICO di Alessia Nanni

C’era una volta una Principessa buona e tanto sensibile, aveva i capelli lunghi e rossi, due grandi occhi verdi e si chiamava Arianna. Viveva in un castello magico alla foce di un fiume, dove la notte tutti gli oggetti si animavano per danzare e parlare tra loro.

Un giorno il Re suo padre decise di darla in sposa, così convocò tutti i potenziali pretendenti alla sua mano. Alla triste Principessa nulla importava di maritarsi perché non voleva lasciare il suo Regno e, soprattutto, il calore e lo sconfinato Amore dei suoi genitori, ma costoro decisero questo per la sua felicità.

Sicché, fu organizzata una festa solenne ed i Principi delle Contee entro l’Impero vi parteciparono. Arrivarono a cavallo con i loro cortei e, tra tutti, primeggiò un moro dagli occhi a mandorla e lo sguardo gelido.

Questo Principe, che Arianna evitava poiché intimorita, aveva deciso di volerla con sé ad ogni costo, dunque la afferrò per un braccio e la portò via con la forza, all’insaputa di chiunque.

Quella notte il Re e la Regina piansero tanto, consolati dagli oggetti animati, ed il giorno seguente il Papero Magico, primo fra gli altri, ebbe un’idea: si sarebbe messo a capo degli oggetti animati provocando un gran trambusto di notte, sotto il castello del Principe cattivo, e al momento opportuno avrebbero fatto fuggire la Principessa insieme a loro.

Prestamente, i tappi di sughero, i fiammiferi, gli stuzzicadenti e le cannucce si unirono compatti per costruire una grande zattera e così partirono in corteo dal castello magico.

Approdati sull’altra sponda scesero tutti insieme, e cammina cammina, si ritrovarono di notte nel luogo dov’era rinchiusa la bella Principessa.

I piatti e le pentole iniziarono a suonare, i cucchiai, le forchette e i coltelli a saltare, i pupazzi di serpenti a strisciare e a sibilare, le lampade a piroettare accendendosi e spegnendosi, e il Papero Magico in prima linea a saltellare e ad urlare: «All’attacco!»

Il Principe, affacciatosi alla balconata, ebbe una terrificante paura e fu tramortito da un subitaneo infarto, mentre le sue guardie furono assalite nei modi più insoliti: chi accecato con la luce delle lampade, chi morso dalle serpi-pupazzo e chi inforchettato o pugnalato dai coltelli danzerini.

A tutto corso il cavallo-pupazzo raggiunse Arianna incitandola a salire, e trottando veloce, con dietro gli oggetti animati che a fatica li rincorrevano, giunsero la mattina a palazzo.

Grande fu la gioia del Re e della Regina che andarono incontro ad abbracciare l’amata figlia, scampata dalla prepotenza del Principe algido che l’aveva segregata nel castello per un infelice destino.


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La sera arrivò presto e la Principessa, stanca, si addormentò nel comodo letto a baldacchino.

Ad un certo punto un ticchettio insolito alla finestra la destò. Si alzò, si accostò alla vetrata e vi scorse due piccole Fate svolazzanti come farfalle.

Aprì la finestra e una volta entrate, quella dai riccioli d’oro le disse: «Sei una Principessa buona e bella e meriti un premio. Se sbuccerai un ananas e lo darai in pasto al Papero Magico, vedrai che si trasformerà nel Principe del tuo cuore. Lui era un Angelo ma dal cielo ha aiutato molte persone in difficoltà, perciò ha ricevuto anche lui un premio, quello di vivere con te sulla Terra, al tuo fianco. Fagli mangiare l’ananas, e lui ti amerà tanto.»

Fiduciosa, la Principessa, a piedi nudi e vestita solo di una semplice camicia da notte, corse nelle cucine del castello, prese l’ananas, lo sbucciò, lo tagliò a pezzettini e lo porse al Papero Magico, che lo mangiò in una ciotola.

Poi aspettò, e dopo neanche dieci minuti si trovò al cospetto di un bellissimo ragazzo biondo, alto e sorridente i cui occhi risplendevano di una bontà immensa.

«Qual è il tuo nome?» sussurrò a malapena la dolce Principessa.

«Lavinio» egli rispose prendendole la mano. Si avvicinò a lei e, con gli abiti da Principe Rosso come il colore dell’Amore, la baciò.

Da allora vissero felici e contenti dividendosi tra il castello magico abitato dai loro amici animati, ed un nuovo castello incantato più grande del primo, abitato soltanto, dai loro due cuori innamorati.


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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