GLI AMICI DEL BOSCO DEL DRAGO VIOLA di Silvia Gennaro

Finalmente i nostri amici raggiunsero il castello. Furono fatti entrare tutti. Norbert, appena vide Giogiò e Ara, nascose la paura e chiese ai visitatori cosa cercassero da lui.

«Noi cerchiamo Mya, la scoiattolina» affermò intrepido Haywood.

«Mya, sì, l’ho vista qui in giro…» accennò vago il serpente.

«Ridaccela!» gli intimò infuriato Oliver.

«No, Mya è stata sorpresa a rubare le mie nocciole, pertanto è stata rinchiusa in prigione ed è lì che rimarrà» asseverò il serpente con la testa dritta, fintamente imperturbato.

«Povera, chissà che paura e che fame avrà avuto… Andiamo a cercarla, dev’essere qui da qualche parte!» gridò Haywood ai suoi compagni. «Correte, amici!»

D’improvviso tutti iniziarono a correre di qua e di là. Haywood si precipitò giù verso i sotterranei e Oliver in direzione est. Gli uccellacci di Norbert si gettarono addosso agli intrusi e i topastri si misero a correre dietro ad Haywood.

Norbert si diresse immediatamente verso il Salone Verde per proteggere la lampada, però la piccola Ara, incuriosita dalla sua fuga, lo seguì e, una volta arrivataci, fu abbagliata dalla Lampada Dorata posta al centro della sala. Sentendosi magnetizzata dalla sua luce, si protese per toccarla.

Sibilando, Norbert, nel notarla così vicina alla lampada, si accinse a recitare una specie di filastrocca: «Sss… ferma, bimbetta, sssfa attenzione in questa cameretta, ssstai attenta alla lampada, brucia sai, sssa di tanti guaiii…»

Giogiò arrivò nella sala in tempo, prima che il serpente finisse di recitare il suo incantesimo, prese in braccio la piccola Ara ma, proprio quando la sollevò, la sorellina toccò la lampada e di colpo tutto il salone si illuminò.


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Mentre Norbert strepitava, l’ambiente si rischiarò e si riempì di colori, le pareti divennero d’un verde chiaro, i vetri delle finestre presero tutti i colori dell’arcobaleno e i tappeti diventarono color caffè.

«Avevo nascosto a tutti la Lampada della Luce! Nessuno l’ha mai scoperta e voi invece l’avete scovata in quattro e quattr’otto! Maledetti bambini… me la pagherete cara!» E sparì insieme al suo Pip in una nuvola di fumo rosso e nero.

Haywood stava tentando di liberarsi dai topi quando, tutto d’un tratto, questi diventarono docili docili. Haywood e Oliver videro il castello buio e tetro trasformarsi in un castello bellissimo, pieno di luce e di colori. Gli uccellacci si tramutarono in pettirossi, e Mya e gli altri prigionieri furono liberati da Haywood.

«Oh, Haywood, ero certa che mi avreste trovata! Ma come sono felice!» esultava Mya contentissima.

«Ci potevi scommettere la tua simpatica codina che ti avremmo ripescata!» scherzò ridacchiando lui. «Ma non allontanarti più da me, capito, sbadatella?!»

«Bambini, avete visto che cosa è successo grazie a voi?» intervenne il Nano Roy guardando Giogiò e Ara. «Avete ridato al mio castello la luce che aveva all’epoca nella quale ero io il Re, sciogliendo anche l’incantesimo che mi ha privato della mia memoria.»

«Il tuo castello?» chiese sorpresa Mya, era una cosa del tutto inaspettata per lei.

«Certo, cara, io sono il Re del Bosco delle Bacche Nere. Vivevo qui con altri Nani prima che Norbert, attraverso questo incantesimo, mi facesse dimenticare ogni cosa e mi rinchiudesse nelle segrete del castello, trasformando il mio Regno in quello che avete visto fino a poco fa.» Si rivolse ai bimbi e seguitò: «Giogiò, Ara, per ringraziarvi vi voglio regalare un sorriso.»

«Un sorriso?» si meravigliò Ara, era certamente un regalo singolare!

«Sì, un sorriso» egli confermò amabile. «Noi Nani abbiamo il potere magico nel sorriso, sorridiamo solamente se siamo molto felici,  per questo motivo un nostro sorriso vale molto. Ecco a voi!» E mise nelle mani di Ara una scatolina rosa adornata con un fiocco bianco. «Se un giorno sarete tristi, aprite questa scatola e vedrete che poi ogni cosa andrà bene. E, per quanto riguarda il vostro ritorno a casa, troverete, nel mezzo della radura a nordest della foresta, il pozzo di mattoni. Adesso ricordo che Norbert lo aveva coperto con l’edera per nasconderlo al buio, ma ora con la luce ritornata nel Regno potrete facilmente vederlo. Grazie ancora, amici, e grazie a voi, bambini cari, sarete sempre i benvenuti nel mio Regno!»

Mya si avvicinò ai fratellini e dolcemente disse: «Grazie, bimbi, senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile. Ora possiamo tornare nelle nostre casette e vivere per sempre felici.»

«Di niente, ci siamo tanto divertiti» minimizzò orgoglioso Giogiò, sventolando una mano per non sembrare troppo presuntuoso.

«Già, proprio tanto!» avvalorò allegramente Ara, tenendo ben stretta tra le sue manine la scatolina rosa.

I nostri amici si scambiarono caldi abbracci, prima di lasciarsi.

«Torneremo a trovarvi presto!» assicurò Giogiò a Haywood, che per salutarli tracciò un ossequioso inchino.

Ara e Giogiò poterono così tornare dai nonni a Casa Diperdì, consapevoli di avere dei nuovi amici molto speciali, non solo perché magici, ma anche perché coraggiosi ed uniti tra loro. Gli amici si regalano sorrisi, ed ora i due fratellini ne avevano uno davvero prezioso, un sorriso sempre pronto per sorridere alla vita…


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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