GLI AMICI DEL BOSCO DEL DRAGO VIOLA di Silvia Gennaro

«Giogiò, Ara! È ora di tornare a casa» segnalò Haywood vedendo l’imbrunire. «Ci vedremo domani mattina e perlustreremo il Mar di Pao. Speriamo sia la volta buona… Chiudete gli occhietti. A domani e… grazie!»

L’indomani…

«Eccoci nel Regno del Mar di Pao» annunciò Haywood. Pao era una creatura straordinaria, o meglio, una Sirena, che aveva i capelli ricci color corallo, la coda di un blu cobalto e la pelle baciata dal sole del mare.

«Cari miei» diss’ella «non penso che Mya si trovi qui, ma cercatela lo stesso, nessuno vi disturberà. Io comunque la vedo in un luogo lontano, circondato da cespugli di bacche color della notte… Buona ricerca, amici!»

Giogiò, Ara, Haywood ed Oliver cercarono Mya dentro le grotte, ma ci trovarono solo stravaganti polipetti con gli occhi gialli e sporgenti. Cercarono allora vicino alle casette azzurre sulla spiaggia, ma lì trovarono solamente vecchi trichechi con il pancione e cappelli grandi come ombrelloni. Cercarono la piccola Mya anche dentro le conchiglie giganti in fondo alla spiaggia, ma vi erano unicamente alcune lumachine.

«Che cosa fate qui?» s’informò curiosa Annie, una lumachina con delle luccicanti lentiggini.

«Stiamo cercando Mya, la scoiattolina» le illustrò Ara con gentilezza.

«Oh, cara bimba, non è certo qui! Ma sono sicura che Pao vi abbia detto qualcosa, un indizio forse? Di solito le Regine di questi Regni hanno delle visioni, un po’ confuse certo, ma in realtà sono preziose indicazioni per la giusta strada da seguire.»

Ara si sedé su una grossa pietra, si toccò la testa e iniziò a pensare: «Pao ha detto di vedere Mya in un posto circondato da bacche color della notte…»

«Asil invece in un posto buio e color dell’oro» continuò Giogiò, muovendo la mano per sfregarsi il mento.


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«Il Regno del Serpente Norbert!» esclamarono gli altri in coro.

«Come ho fatto a non capirlo subito?!» sbraitò Haywood, un tantinello arrabbiato con se stesso.

«L’importante è che ora sappiamo dove si trovi la vostra amica» precisò Giogiò per sollevarlo.

«Sono sicura che Mya non sia così sprovveduta come può sembrare» lo incoraggiò anche Ara.

Haywood era davvero preoccupato, le sue paure si erano trasformate in realtà, così si affrettò insieme ai due fratellini ad andare in quel Regno buio, color dell’oro e circondato da bacche nere. Il Regno del Serpente Norbert.

Norbert era un serpente molto superbo e malvagio, e non aveva amici, aveva esclusivamente servitori: degli uccellacci color del buio, dei topi a strisce nere e bianche, e un gatto con il corpo grigio e le orecchie bianche. Il suo nome era Pip.

Norbert aveva la fama di essere un cattivone e lo era per davvero. Non gli piacevano le feste, le canzoni, né ancor meno gli animali del Bosco del Drago Viola. «Cos’hanno sempre da sorridere e cantare? Bla bla!» E, arricciando delle smorfie ripeteva sempre: «Sono orribilmente sdolcinati e zuccherosi! Bleah!»

La piccola Mya era stata fatta prigioniera proprio nel castello di Norbert, dove aveva conosciuto altri animaletti capitati lì per caso e fatti prigionieri, esattamente come lei: Roy, un Nano un po’ smemorato, forse proveniente dal Nord; Grace, una femmina di riccio con un fiocco rosso, che veniva dal Regno di Lata e Melinda, una farfalla verde e rosa del Regno di Mela. Nessuno di loro sapeva come fuggire né tanto meno come tornare a casa, giacché nel Regno di Norbert non erano riusciti a ritrovare il pozzo magico da cui erano entrati, proprio com’era accaduto alla scoiattolina.

«Non riusciremo mai a ritornare nei nostri Regni, siamo qui al castello da troppo tempo ormai…!» si lamentò la farfalla Melinda.

«Già…» si accodò crucciato il Nano Roy.

«A me mancano il mio bosco e la mia cassetta di legno» sospirò la piccola Grace.

«Amici, sono sicura che il mio amico Haywood mi troverà e ci libererà tutti. Lui è una tartaruga molto coraggiosa!» asserì fiduciosa Mya.

Ara, Giogiò e i loro nuovi amici camminavano intanto lungo il sentiero del Regno di Norbert. Erano entrati dal pozzo coperto di edera verde, ed anch’essi lo avevano subito perso di vista. Faceva davvero freddo, tutto era scuro e umido, gli alberi erano alti e spogli, l’aria era gelida e non si vedevano esseri viventi.

Ara si strinse allora al fratello. «Spero che al ritorno ritroveremo il pozzo…»

«Se noi bambini portiamo la Luce, sicuramente un modo lo troveremo, per tornare a casa una volta ritrovata Mya. Coraggio, amici, vedo già il castello in cima alla collina» li spronò Giogiò.

«Sì, ma… Oliver, perché ti sei fermato?» domandò Haywood notando che l’amico si era impalato.

«Temo che Norbert sappia già che siamo qui, lo vedo spiarci dalla torre» comunicò a voce bassa l’orsetto bruno.

Ed era proprio così, Norbert stava saltando di gioia nel vedere nuovi animaletti da far prigionieri, tuttavia non sapeva che il nostro Haywood aveva portato con sé due bambini. Norbert era impaurito dai bambini, dato che nei regni magici essi avevano il potere di portare la luce dove c’era il buio. Nel Regno di Norbert, ad esempio, sarebbe stato sufficiente che i bimbi toccassero la grande Lampada Dorata nel Salone Verde del castello, per sciogliere l’Incantesimo delle Tenebre.

Il Re Serpente non faceva mai entrare nessuno in quella stanza, lui voleva il suo Regno così, non lo voleva certo luminoso, colorato e allegro come il Bosco del Drago Viola! Non voleva che il suo Regno tornasse a far parte del magico Regno di Cecè. Lo voleva tutto buio per sé e per il suo Pip.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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