GIULIA E L’INCANTESIMO DEL PAESE TUTTOMAGICO di Giovanni Saia

Dopo alcuni secondi una voce rauca rispose: «Eccomi, sono qui.» Un grosso orsetto panciuto con in mano un piccolo ombrello si presentò alla sua vista e si avvicinò con una goffa andatura, quasi camminando sull’acqua. «E così, tu saresti la bimba che viene a salvare la nonna dalla Strega? Mi sembri un po’ gracilina, però se avrai buon coraggio ce la farai. A proposito, come sta il mio amico Marvin?»

Giulia rispose che il loro comune amico stava bene e che le aveva consigliato di rivolgersi a lui per sapere come doveva comportarsi per liberare sua nonna.

Lionel le espose: «Cara bimba, il posto dove siete capitate è un posto all’apparenza magico e tranquillo. In verità, quella Strega cattiva vuole la nostra infelicità, ha lanciato un incantesimo che, quando fa buio, ci trasforma tutti in bestie feroci e…»

«So già tutto» lo interruppe Giulia per velocizzare. «Nonna Lucia mi stava leggendo un libro di favole che parlava del vostro mondo, ma purtroppo ha ripetuto per due volte la formula magica detta al Mago che avevate invitato al Paese per cacciare la Strega, ed è sparita.»

«Sappiamo tutto anche noi. Quel libro è soggetto ad incantesimo, l’incantesimo della Strega. Era tanto che la Strega aspettava che qualcuno commettesse quell’errore e, non appena è successo, tua nonna si è ritrovata dentro una cella del castello dal quale non è possibile fuggire per via del Drago. È in un grosso pasticcio perché quella megera ha scoperto la ricetta dell’eterna vita, e un ingrediente per realizzarla consiste proprio in un Essere Umano proveniente, come te, dal vostro mondo. Verrà messa in una gigantesca pentola a bollire e in seguito la mangerà. Non bisogna perdere tempo!»

Si arrestò un attimo e proseguì: «Vedo che stai piangendo ma ora non è il tempo del pianto, occorre che ti rimbocchi le maniche e ti faccia molta forza. Prima di tutto dovrai prendere un fiore rosso fosforescente che nasce unicamente di notte, nel bosco vicino al castello, lo dovrai macinare e poi, nell’istante in cui sarai davanti alla Strega, inghiottirlo. Soltanto in questo modo ti salverai dalle maledizioni che ti lancerà contro, mentre per ucciderla dovrai usare un amuleto di osso contenente alcuni pezzi della pelle del Drago. Questo compito non sarà facile, dato che noi non possiamo aiutarti, quel mostro volante ha la capacità di avvistarci se ci approssimiamo troppo al castello, però non vede coloro che provengono da mondi diversi, quindi tu non hai nulla da temere, anche se nel bosco dovrai fare estrema attenzione, ricordati delle bestie feroci. Ora si è fatto tardi e devo rincasare, la sera si avvicina. Forza, Giulia, siamo tutti con te.» Ciò detto, non prima di averle consegnato l’amuleto d’osso vuoto, Lionel si allontanò con la sua comica e caracollante andatura in direzione del grosso albero.

Intanto che la bimba faceva ritorno al Paese, una voluminosa ombra si allargò nel cielo proprio sopra di lei. Alzò lo sguardo e scorse un Drago immenso sopra la sua testa che la fece spaventare a morte, ma l’animale diede l’impressione di non vederla nemmeno e si dileguò verso la torre in cima al Paese.

La bambina allungò il passo per raggiungere il bosco, ormai la sera stava giungendo e con essa il buio. Arrivata alla foresta si mise a cercare i fiori che le aveva indicato Lionel, ma alcuni inquietanti ruggiti come quelli di tanti leoni, si sentivano in lontananza e sembrava che si avvicinassero sempre di più.

Giulia si fece coraggio ripetendo in continuazione: «Devo farlo per la nonna, devo farlo per la nonna…»

Improvvisamente, un bagliore rossastro sopra una pianticella le catturò lo sguardo. C’era almeno una decina di quei fiori fosforescenti e la bimba li prese tutti, li macinò e li mise dentro un sacchettino.


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ROOAAARRR: questo fu l’acuto lanciato da una mostruosa belva che, con la bava alla bocca, si stava lanciando a folle corsa contro di lei.

Giulia si sentiva perduta, tuttavia le tornò in mente il fischietto di Marvin e lo usò subito. In un baleno l’amico apparve ed asserì: «Tieni questo biscotto, mangialo immediatamente.» E dopo svanì.

La belva era ormai a dieci passi da lei. La piccola seguì il consiglio del suo amico e, con grande meraviglia, vide che la bestia si soffermava pochi istanti per poi allontanarsi: era diventata invisibile! Ma per quanto tempo lo sarebbe stata?

La Strega nel frattempo si accingeva a preparare l’impasto. Versò, in un grezzo pentolone, code di rospo, ali di pipistrello, una colomba alla quale aveva tagliato la testa, il corno di un rinoceronte, tre peli irsuti di un elefante ed un miscuglio di erbe magiche. «Bene» si compiacque infine. «Manca solo la vecchia.»

Ordinò ai suoi aiutanti di andarla a prendere, ma essi le riferirono che era giunta la nipote dal proprio mondo per salvarla. La Strega andò su tutte le furie per questo inconveniente e, dalla rabbia, trasformò un suo servo in maiale.

«Il libro magico dice che nel mio Regno non deve esserci nessun altro Umano oltre il sacrificio, in caso contrario l’incantesimo non riesce. Andate subito a cercarla e portatemela qua, la farò mangiare dal Drago!»

Velocemente corsero fuori dal castello e si misero a cercarla.

Ai primi raggi del sole, dopo aver dormito sopra un albero per essere al sicuro, Giulia s’incamminò verso il Paese. Si accorse che gli abitanti la salutavano e quindi capì di essere nuovamente visibile. Ora doveva pensare a raggiungere la torre ma, d’un tratto, forti e prepotenti mani la avvinghiarono impedendole qualsiasi movimento, e fu gettata dentro un carro da due energumeni che la incatenarono ad un anello di ferro.

Non ebbe il tempo di studiare una via di fuga perché, senza rendersene conto, si ritrovò rinchiusa in una cella fredda, umida e con pochissima luce, se non quella che proveniva da una ristretta apertura che si affacciava su una sorta di piazzale sospeso nel vuoto, non molto esteso e senza parapetti. Sporgendosi da questa finestrella per capire dove fosse finita, accertò che non era stata condotta al castello, dato che da lì poteva vederlo, e non era comunque tanto lontano.

© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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