EQUINOZIO DI PRIMAVERA di Marilena Pisano

Una mattina di marzo, ma non un giorno qualsiasi, era il mio compleanno. Sono nata il giorno dell’Equinozio di Primavera, nel momento esatto in cui sorge il sole.

Mia nonna mi ripeteva di continuo che ero speciale, poiché le bambine che nascono in quel giorno, a quell’ora, e con gli occhi verde bosco tempestato di pagliuzze dorate, hanno doti speciali!

Secondo mia madre, ero invece solo una piccola, adorabile pestifera bambina. Non le si poteva dare torto, il mio spirito birichino mi spingeva a girovagare nei boschi la mattina di buonora, anche prima di andare a scuola; avevo voglia di respirare l’aria frizzante del mattino, deliziarmi degli uccellini che mi svegliavano così presto con il loro cinguettio, sentire lo squittio degli scoiattoli che si rincorrevano sugli alberi. Sono sempre stata uno spirito libero, al chiuso non sapevo proprio stare, e non ci sto bene neanche oggi.

Passeggiando lungo un sentiero fiorito, quel giorno mi ritrovai casualmente in una radura, sotto la maestosa chioma di una enorme quercia. Il suo tronco era così grande… alzando gli occhi mi sentivo una briciola al suo cospetto, la sua chioma talmente alta e folta sembrava avvolgermi, i rami in alcuni punti scendevano fin quasi a sfiorare l’erbetta vivace, come grandi braccia, e la luce del mattino che si risvegliava filtrava tra di essi.

Ad un certo punto iniziò a girare qualunque cosa attorno a me, le gigantesche braccia della quercia mi avvolsero realmente e mi sollevarono da terra, ero senza fiato, una miriade di lucine scintillanti mi circondava e udivo delle risate, piccole voci argentine. Nel grosso tronco, una minuscola luce, man mano diventava più grande, finché non mi risucchiò nell’albero!

Non credevo ai miei occhi, ero in un mondo favoloso, un po’ come quello delle Favole che mi raccontava mia nonna; c’erano gli scoiattoli, i conigli, le volpi, i ricci, e non si rincorrevano o fuggivano come succede di solito, bensì guardavano me, un po’ incuriositi e un po’ stupiti.

Poi sentii di nuovo quelle risatine, e finalmente le vidi, erano le Fate! Ooh! Che meravigliose piccole creature… erano circondate da un luccichio pressappoco abbagliante, avevano ali trasparenti e colorate, però non come le farfalle, avevano qualche cosa di più ma non so dirvi cosa fosse. Sembravano felici di vedermi, mi osservavano divertite, la mia espressione doveva essere veramente molto sorpresa!

Mi resi conto di essere seduta a terra, mi alzai di colpo spolverandomi il vestito, pensando alle grida di mia madre se mi avesse vista in quello stato, ma il mio movimento brusco le intimorì, in quanto fecero immediatamente qualche passo indietro. Però non mi ero sporcata, che strano…

Iniziai a guardarmi intorno, la curiosità come sempre aveva avuto la meglio. Ero finita in un posto, come dire… magico? Beh, lo era davvero, la luce era diversa, più luminosa, l’aria era ricca di profumi, i fiori erano già bellissimi, violette, primule, margheritine, brillavano di rugiada; gli uccellini sembravano cantare una melodia fatata, le farfalle che di norma si svegliano nel tardo mattino, quando il sole scalda le loro ali, erano già immerse nelle loro splendide danze, mentre le api ronzavano allegre di fiore in fiore.

Stupita e affascinata da ciò che mi attorniava, allungai la mano verso una delle Fatine che mi volteggiava attorno, e questa si posò senza timore sul mio palmo, ma non pesava nulla!

«Ciao!» le strimpellai, e lei di rimando: «Benvenuta, e buon compleanno!»


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La sorpresa fu triplicata. «Oh! Come lo sai?»

«Noi sappiamo tutto di te, sei la bimba dagli occhi verdi come i nostri amati boschi. C’è la luce del mattino in te, il tuo sorriso scalda persino i cuori più freddi, il tuo destino è di non farci dimenticare mai dal mondo!»

«Cosa vuoi dire?» domandai arricciando le sopracciglia.

«Lo scoprirai presto.»

Senza insistere, m’incamminai per quel bosco incantato, fino a trovarmi vicino ad un ruscello dove vidi anche dei Folletti, quelle creaturine buffe e per certi versi bruttine, ma vi giuro assolutamente affascinanti, e gli Gnomi! Erano già impegnati nelle loro magiche faccendine, però si arrestarono per chiacchierare con me, ed uno in particolare, forse il più anziano, anche se tutti avevano la barba bianca, alcuni più lunga altri meno, mi spiegò perché ero in quel luogo pieno di Magia. Mi raccontò di un tempo, in cui tutti gli Uomini potevano vederli, e gli animali parlavano! Un tempo in cui il mondo doveva essere meraviglioso ancora più di com’è adesso, pensavo, ma poi tutto era cambiato: l’animo umano aveva perso l’Amore e il rispetto per la Natura, e piano piano gli animali avevano smesso di parlare e le Fate si erano ritirate nella loro dimensione fatata con gli Gnomi e i Folletti, e tutto il Popolo Magico dei boschi.

La nonna mi aveva sempre raccontato questa storia, dissi, mentre la mamma mi diceva che era solamente una bella Favola… invece no! Era tutto vero, e lo Gnomo mi rivelò che ero stata condotta lì per prendere il posto di mia nonna, ormai anziana, che era rimasta una delle poche persone a conoscere il Mondo delle Fate e la Magia della Natura…

Lei era nata il 21 settembre, al calar del sole, e i suoi occhi, mostravano il colore delle foglie autunnali, come quelle che cadendo coprono il terreno al modo di una calda coperta, infatti quando lo sguardo della nonna si rivolgeva a me… anche se ero di spalle, lo sentivo, ne percepivo il calore come se una calda coperta mi avvolgesse.

In pratica, io dovevo raccontare la loro storia al mio mondo, e di tanto in tanto essi sarebbero venuti a prendermi, per raccontarmi altre storie ed accertarsi che il mio cuore restasse sempre puro e che la luce del mattino non abbandonasse mai i miei occhi. Non mi ha mai abbandonata.

Ormai sono grande, mi sono sposata, con un uomo che è nato il 21 dicembre, Solstizio d’Inverno, ha gli occhi azzurro ghiaccio, ed abbiamo avuto tre bambine, che stiamo crescendo con le Favole degli Gnomi, le Fate e i Folletti, proprio come mia nonna ha fatto con me, affinché la luce del mattino illumini l’animo umano di fantasia e di speranza e mai ci abbandoni.

Da allora molto spesso ho avuto contatti con le Fate e il Mondo della Natura, quella vera e viva, se avrete pazienza e luce nel cuore vi racconterò le mie avventure…

Violetta di Primavera


© Christine Kaminski | Vietata la riproduzione senza consenso scritto

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